giovedì 3 agosto 2017

Malaysia 47 - Qualcosa bisogna mangiare


Satay - Foto T. Sofi


Piatto comune della cucina Nyonya
Alla fine del viaggio arriva il momento delle varie considerazioni e una di quelle insopprimibili, anche per mia inclinazione naturale, è un giro d'orizzonte sulla gastronomia del paese che abbiamo appena percorso in lungo e in largo. Questa volta non ve la farò molto lunga, in quanto, come mia abitudine, non mi perderò nella descrizione dei piatti della tradizione malese o delle tribù del Borneo, ma piuttosto in quello in cui avrete la probabilità maggiore di imbattervi, se deciderete di fare un giro in questo paese. Considerato il fatto che la popolazione, oltre alla maggioranza malese, ospita una ricca presenza di popolazione di origine cinese e indiana, non si può pensare che queste etnie non abbiano influenzato fortemente la cultura alimentare, a cui per la verità andrebbe aggiunto anche un piccolo tocco portoghese. Dunque si può dire che la cucina che incontrerete in Malaysia ha una forte prevalenza di stile cinese, oltre che nella sua tipicità tradizionali anche nelle sua variante locale detta Nyonya, cioè di quelli nati qui, mescolata quindi ai gusti locali, data anche la storica predisposizione di questo popolo per la ristorazione, con l'aggiunta di molti sentori indiani dovuti soprattutto alla presenza delle spezie di cui il paese è ricco, in particolare la citronella e il peperoncino (chilli) usato a man bassa in tutti i piatti, poi coriandolo, curcuma, pepe, zenzero, zafferano, cardammomo e cumino. 

Pollo e verdura con uova - Foto T. Sofi
Nel nord della penisola si sente l'influenza thailandese con un grande uso del cocco, nel nordovest la presenza indiana massacra tutto di spezie, mentre nel Borneo si aggiunge la nota delle tradizioni delle popolazioni indigene. Un'altra caratteristica importante che incontrerete ogni giorno è la forte offerta di cibo di strada, tipologia molto gradita ai locali, dove ovviamente predominano i fritti (naturalmente in olio di palma eheheheh). Queste zone vengono dette food court e possono occupare ampi spazi circondati da bancarelle più o meno organizzate con molte tavole al centro a disposizione di tutti gli avventori; questa è detta anche cucina hawker, cioè ambulante. Per quanto riguarda i ristoranti, come ho detto nel post precedente, nelle città più importanti troverete con facilità la cucina di tutto il mondo, in particolare mediorientale, mentre negli altri posti dovrete rassegnarvi quasi sempre a mangiare alla cinese, bacchette comprese. Come sempre in Asia si mangia a tutte le ore, compresi cibi incongrui per noi a colazione, come pesci o altri tipi di carne. La base di tutto è il riso (nasi) che troverete sempre nel pianto come base o cotto a vapore o già mescolato con varie salse; ad esempio come Nasi lemak (con pollo e carne al curry servito sulle classiche foglie di banano, con aggiunta di pesci fritti e calamari.) Tra le carni, le più comuni sono il pollo (ayam, non perdete il Nasi ayam penyat col pollo arrosto molto gustoso) o il pesce (ikan) servito in tutti i modi. 

Pesci al Top Spot - Foto T. Sofi
Per il pesce sfruttate al massimo le vostre soste al mare, dove la presenza del turismo anche europeo, ha imposto la griglia come tipologia predominante. Dovunque troverete ristoranti o banchi dove potrete scegliere il pesce che vi sarà pesato davanti alla faccia e poi grigliato a prezzi infimi. Ugualmente potrete togliervi la voglia di  gamberoni, seppie, canocchie e perché no aragoste, sempre molto convenienti. Attenzione invece ai molti ristoranti alla cinese con acquari che offrono i pesci vivi a dimostrazione della loro freschezza, in generale questi costano più del doppio degli altri. A chi passa da Kuching, ho già parlato del notissimo e imperdibile Top Spot, dove potrete strafogarvi di ogni prodotto che arriva dal mare. Un altro piatto che risolverà sempre egregiamente le vostre serate è il Satay comune anche in Indonesia, piccoli spiedini di pollo o altra carne serviti generalmente con riso (satay nasi padang). Per i gamberi la scelta più comune sarà il Sambal udang, fritti o al vapore con chilly e curry, piuttosto piccanti. Troverete molto spesso soprattutto nella penisola il montone, in ogni caso molti ristoranti espongono la scritta: qui si serve cibo islamico o qui non si serve maiale. Tra i dolci il più tipico è a base di sago, un frutto della serie dell'albero del pane, con cui si fa una specie di brodino spesso e dolciastro; per il resto la scelta non è molto varia; cominissimi invece i gelati confezionati industriali. 

Griglia nella foresta -Foto T. Sofi
Comuni anche i pancake fritti, dolci e salati ripieni come i samosa indiani. Ogni area del paese ha poi le proprie specificità, ad esempio nella provincia di Penang sono famose le minestre di cui viene offerta grande varietà, nell'area nord, abbondano i piatti cotti nel latte di cocco e zucchero, allo stile thai, mentre nelle highlands troverete più spesso la cucina Nyonya. In Borneo, se avrete la possibilità di essere ospitati in comunità tradizionali nelle longhouses, troverete una cucina semplice con molto riso bollito nel bambù, in questo caso si usa spesso una specie di riso glutinoso molto colloso (lemang), maiale arrosto (poco comune invece nelle aree della penisola), pesci di fiume e verdure locali, zucche e zucchini. Una curiosità, l'Otah, pasta di pesce avvolta in foglia di banano e cotta sulla carbonella, un tipico street food. E adesso due parole sulla frutta. Intanto io pensavo che trovandoci in un paese tropicale sarei stato sovraccaricato di ogni genere di frutta, praticamente regalata. In realtà è stato il paese di tutto ilsudest asiatico in cui ne ho visto meno in generale come quantità e anche un po' cara se proporzionata agli altri alimenti, anche se per noi rimane sempre conveniente. A parte le banane di ogni tipo e dimensione che troverete sempre dappertutto, in fondo nei mercati, pur sovraccarichi di verdure di ogni tipo, la frutta la dovrete cercare, perché sempre in minoranza o un poco nascosta. 

Si mangia il cuore di palma - Foto T. Sofi
Naturalmente sempre presenti papaye e ananas e, a seconda della stagionalità, manghi, rambutan di ogni tipo, litchi, jackfruit e molti ottimi mangustini, che nonostante l'aspetto non molto invitante hanno un sapore dolcissimo con una punta di agro deliziosa. Praticamente introvabili altrove per non parlar da noi, in quanto si deteriorano in un attimo e puzzano terribilmente, al pari del famigerato durian di cui è vietata l'introduzione in ogni albergo che si rispetti o mezzo di trasporto pubblico, con tanto di cartelli esposti. Non fate gli indiani quindi se i camerieri vi faranno notare l'orrenda puzza di carogna marcia che aleggia nella vostra camera, tanto poi le parti rimaste e le bucce nascoste nel cestino verranno fuori e ci farete una figuraccia, quindi mi raccomando consumateli all'aperto. Per le bevande, oltre ai soliti caffé (il locale è ottimo) e thé, servito spesso con latte condensato (the tarik), ripiegherete sui soliti soft drink o l'acqua imbottigliata. Tenete poi conto che la maggior parte dei bar e ristoranti medi ed economici non dispongono di alcool, comunque piuttosto difficile da reperire. Negli altri viene conservato sotto chiave, birra compresa ed è anche molto caro, le birre sempre oltre i 10/15 Myr, data la tassazione puniniva secondo il concetto islamico. Presso le popolazioni aborigene (gli Iban del Borneo) avrete la possibilità di trincare invece a volontà e anche troppo, vino e grappa di riso. Insomma sicuramente non morirete di fame, anche tenendo conto che comunque è una cucina piuttosto dietetica tanto che io ho perso 7 chili in un mese. Per l'igiene normali precauzioni senza farsi troppe paranoie. 

Cozze giganti - Foto T. Sofi



Noodles - Foto T. Sofi
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Tipico cinese - Foto T. Sofi
Arrivo

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