lunedì 29 maggio 2017

Malaysia 30 - Non di solo pane


Le aragoste del Top Spot



Al mercato
Questa Kuching, sarà pure la città dei gatti, ma in giro non se ne vede neppure uno e dire che neanche li mangiano da queste parti. Tuttavia la sensazione preponderante è l'aria di tranquillità e la mancanza di stress che leggi negli occhi di chi passeggia tra i negozietti del mercato o che staziona sulle panchine dei giardini di fronte al fiume. I vari gestori sono disponibili alla trattativa in modo rilassato e ti puoi guardare con calma la sfilata di cose vecchie, di provenienza in generale cinese, che stazionano su scaffali polverosi, come se da secoli stessero lì ad aspettare di essere portate via come da una tomba appena scoperta. Vasi e tazzine, monili artigianali e stoffe che parlano di un lungo lavoro su un telaio di qualche capanna nella foresta, strumenti musicali e fermagli per i capelli, stanno lì a guardarti e a crearti quella voglia di portarti via un pezzo di anima di un paese, di freezzare il ricordo e portartelo a casa e metterlo lì, a vellicare la tua voglia di museo e di collezione. D'altra parte se non esistesse questo tipo di pulsione verrebbe meno un business che è una mano santa per ogni paese in cui il turismo è una fonte importante di cespiti che contribuiscono a creare lavoro e benessere. Insomma ci sta e meno male che c'è anche questo aspetto, che contribuisce ad arricchire soprattutto il tuo viaggio. Cammini a lungo nel caldo umido del tardo pomeriggio, tanto i piccoli portici ripareranno comunque dagli eventuali scrosci di acqua che la nuvolaglia grigia promette con ammirevole costanza. 

Al banco 25
C'è tempo per riposare all'ostello. I gruppetti di ragazzi che arrivano da ogni parte del mondo si sentono a casa, a piedi nudi sui sofà della sala comune a chiacchierare ed a scambiarsi le esperienze. Ragazze australiane esuberanti e piccoli cinesi con le zazzere dai ciuffi improbabili, americani ipervitaminizzati che raccontano delle imbarazzanti appendici facciali delle nasiche  a minute ragazze dai veli colorati. Molti compulsano i loro tablet per organizzarsi i prossimi giorni o per comunicare con la propria casa lontana. Il gestore maestro di tatuaggi si fa vedere di rado, lasciando al donnone gentile che sta al banco l'ordinaria amministrazione. Al baretto sotto ti bevi un succo di ananas tanto per tirare il fiato e cerchi di organizzarti la serata, perché qualche cosa bisognerà pure mettere sotto i denti. Siamo rudi viaggiatori ma anche il corpo ha le sue esigenze e le calorie spese durante la giornata hanno fiaccato corpi esangui che chiamano aiuto per smaltire l'acido lattico accumulato nei fasci muscolari. Ma a Kuching c'è un luogo particolare, citato da tutti e che direi, è meglio non perdersi. Dunque tra una goccia a l'altra, giriamo tra le viuzze dietro casa, risalendo verso il centro alla ricerca del Top Spot, luogo di delizie magnificato da tutte le guide e dai racconti immmaginifici di altri viaggiatori. In un palazzotto anonimo sulla via principale, c'è un grande parcheggio di cinque piani, senza insegne. 

Pesce
Basta però seguire la folla e dopo una bella coda agli ascensori riesci a raggiungere la terrazza dell'ultimo piano, dove ti si aprirà una visione del tutto esagerata. Una folla di molte centinaia di persone, agitata e rumorosissima prende d'assalto una serie di banchi disposti in cerchio attorno ad uno spazio centrale dove trovi una serie disordinata di tavoli che ospitano certamente più di mille posti a sedere, nel classico stile delle food court dell'oriente. Ogni banco è assediato da una fila di questuanti che si sbracciano per chiedere l'attenzione degli addetti che si aggirano come tarantolati tra i tavoli e scrivono compulsivamente su foglietti volanti che poi passano ad altri addetti. Ma la meraviglia si snoda sui banchi, letteralmente ricoperti da ogni tipo di pesce e crostaceo conosciuto ed edibile, suddivisi per tipo, dimensioni e categoria. Cassette ricolme di saraghi e branzini, orate, San Pietro e polpi, gamberoni di ogni dimensione, canocchie e vongole giganti, cozze grandi come una mano, ostriche e ancora tanti altri a cui non sai dare nome o proveninza. E allora all'assalto, segui la folla, ti avvicini al banco che ti ispira o che ti hanno raccomandato, ti scegli, munito di una bacinella, i pesci che più ti attizzano, oppure ti fai consigliare da un addetto se riesci ad accaparrartelo.  

Granchio in agrodolce
Tutta roba freschissima, che ancora guizza tra le mani e viene continuamente rabboccato man mano che se ne assottiglia la quantità esposta. La tua scelta viene pesata, ogni tipo ha un suo costo e poi basta dare al tipo il numero del tuo tavolo e come vuoi mangiare, se alla griglia o in agrodolce o brasato o in uno dei tanti modi che ogni cultore della cucina di mare conosce. Poi ti accomodi ed aspetti. Dopo poco ti arriverà direttamente un bel piattone con la tua scelta cucinata a puntino. Insomma qui puoi davvero toglierti la voglia di pesci, se hai questa brama. La cucina ha comunque una intonazione cinese che presenta i grandi pesci in umido o in agrodolce. Ma i tenerissimi grandi calamari grigliati appena appena o i giganti gamberoni tigre, per nonparlare dlle aragoste (queste attorno ai 100 R. al kg, ma per una volta...). Quando hai finito di strafogarti, vai alla cassa, dici il numero del tuo tavolo e paghi una cifra così ridicola che ti stupisce e ti fa soltanto almanaccare nel tuo programma, quando ti sarà possibile ritornare. Te ne esci satollo e soddisfatto a fare l'ultima passeggiata notturna per riguadagnare il meritato riposo. Vero che la cultura è sostanziale e che non di solo pane vive l'uomo, ma se mangi bene, affronti con un altro spirito le durezze e la fatica che il povero turista deve affrontare ogni giorno. Domani lasceremo la città per penetrare la foresta, il cuore vero di questa isola. Bisogna pur partire preparati.

Crostacei


SURVIVAL KIT

Ai tavoli del Top Spot
Top Spot Food Court - Jin Padungan, Bukit Mata Kuching - Classica food court orientale, ma di proporzioni davvero immense. Più di 1000 posti a sedere, ma spesso avrete difficoltà a trovare posto. Aspettate con pazienza e trovate prima il tavolo libero, lasciando uno a tenere occupato. Poi scegliete i pesci o i crostacei che volete mangiare al banco prescelto (vicino al vostro tavolo), lo stallo n. 25 è a detta di molti uno dei migliori. Se siete in confusione fatevi aiutare da un addetto per sapere i prezzi al kg o i pesci migliori. Lui ve li pesa e vi chiede come li volete cucinati, io suggerisco la griglia, ottima per gamberoni, pesci e seppie. Per il granchio ottimo l'agrodolce. Aragoste giganti! Per il bere vi verrà richiesto direttamente al tavolo. Terminato andate a pagare alla cassa col numero del vostro tavolo. Noi ci siamo stati tre volte, sempre pieno. Abbiamo speso all'incirca 30/40 R a testa ogni volta, mangiando ad esempio in due: un branzino da 1 kg circa, mezzo kg di seppia e due king prawns a testa oppure granchio sweet and sour, calamari fritti e red snapper e verdure brasate. Se prorpio non vi piace il pesce, c'è anche qualche banchetto che offre carne di montone e di pollo. Incredibile rapporto qualità prezzo. Davvero imperdibile.

Gamberetti

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