martedì 3 gennaio 2017

Madagascar 12: Galli combattenti

Terre dell'altopiano



Fornace di campagna
La strada corre sinuosa sull'altopiano. Ad ogni scavallamento di collina un nuovo paesaggio di terra rossa ti si para dinnanzi, mentre cespi di agavi giganti ti nascondono alla vista la bellezza impagabile del verde chiaro delle terrazze di piccole risaie che seguono il corso dell'erosione dei minuscoli corsi d'acqua stagionali. Le viste sono di una tale bellezza che non puoi resistere al non fermarti continuamente per goderti i piccoli gruppi di casette in pisé, mattoncini di Lego rossi fissati sulla terra rossa. Appena le casette si fanno più numerose, appena fuori dell'abbozzo di paesetto trovi piccole piramidi di mattoni in cottura, simulacri volenterosi di ziggurat create da aspiranti palazzinari, immobiliaristi in nuce o quantomeno aspiranti tali. Gli uomini madidi di sudore e quasi completamente ricoperti di polvere rossa appiccicosa, alimentano il fuoco continuando ad inserire legna nelle feritoie disposte con ordine alla base. Se ti fermi, ti invitano ad avvicinarti per farti constatare la perizia del lavoro, indicando la piramide vicina di mattoni cotti alla perfezione ed correttamente allineati in attesa di un acquirente. Chissà, ti potrebbe venire la voglia di investire nella valletta a fianco, costruendo anche tu una bella casetta, previa autorizzazione del capo del villaggio. Dopo eventualmente potrai pensare a cercarti una giovane moglie. Le case si addensano più a sud, siamo forse ad Ambalamanakama, due file lungo la nazionale. 

Terreno per il combattimento dei galli
Appena fuori del paese, la strada presenta una scoscesa scarpata sulla destra, con un sentiero che scende tra i campi. Così come la strada è deserta, gruppetti di persone invece si ammassano vicino ad una grande tettoia di frasche al termine del sentiero. Altri scendono visibilmente allegri, dandosi grandi pacche sulle spalle. Anche le ragazze ridono e si rincorrono sugli arginelli, dandosi di gomito appena si accorgono che i vasà le stanno seguendo. Attorno alla tettoia delimitata da una palizzata di legni robusti, quella che è ormai una piccola folla, si assiepa seduta su una gradinata scavata alla meglio nella terra. Tutti si agitano gridando, rivolti verso l'interno, un recinto rettangolare nascosto dall'ombra. E' un'arena dove ogni domenica si disputano le battaglie dei galli, uno dei divertimenti più popolari del paese. Un combattimento è in pieno svolgimento. I due proprietari, che tenevano accuratamente tra le braccia il proprio campione, lo hanno appena messo sul pavimento di terra rossa, battuta accuratamente. I due animali, appena visto che un avversario invade il loro territorio si mettono subito sulla difensiva ergendo il collo spelacchiato, rosicchiato da cento altre battaglie, mettendo la testa di lato, il becco proteso avanti con l'occhio attento all'avversario. Si avvicinano con cautela decisa e subito con furia cominciano a beccarsi violentemente cercando di colpirsi sul collo, nella speranza di infergere una qualche ferita decisiva a mettere fuori combattimento l'avversario. 

Gli spettatori
Uno cerca subito di colpire l'occhio esposto del nemico, cosa che deciderebbe definitivamente la lotta, ma gli spostamenti sono fulminei ed è tutto un evitare i colpi, cercando di assestarne altri decisivi. Le corte ali servono per darsi la spinta e piombare sull'avversario dall'alto per provocare maggiore danno e anche le zampe tentano di colpire con gli speroni protesi. La lotta dà un senso di violenza feroce e senza quartiere, una guerra tribale tesa ad uccidere chi si ha di fronte, sublimando il desiderio irrefrenabile di supremazia sul territorio. Tutta la gente intorno grida e parteggia per i contendenti, lancia incitamenti e suggerisce tattiche quasi che gli animali possano capire. Gli spettatori sono così intenti a seguire lo spettacolo, che non ci degnano di attenzione. I padroni intanto, seguono da vicino la lotta, pronti ad intervenire in caso le cose si mettano male per il loro campione. Ma la frenesia più accesa si svolge nell'area ristretta a ridosso dell'arena, dove un paio di ragazzotti col cappelluccio di traverso raccolgono le scommesse. Nella mano sinistra il mazzetto di banconote versate, con la destra, rivolta al pubblico eseguono invece una serie di movimenti velocissimi e compulsivi che evidentemente danno quote, accettano cifre, il tutto senza scrivere nulla, seguiti solo da cenni di assenso del capo. 

I contendenti si preparano
Ad un tratto l'arbitro seduto su uno sgabellino a tre gambe al bordo dello spiazzo, fa un cenno ed i coach si riprendono in mano i galli, un po' storditi all'apparenza e si ritirano nel loro angolo, dove come i secondi di un pugile suonato, passano con cura una spugnetta imbevuta di chissà quale sostanza, forse lenitiva o anestetica sulle ferite inferte. Uno controlla con attenzione il collo del suo animale per vedere se c'è qualche lesione grave, poi bagna la spugna e la passa con cura sulle piume rade e rose dalle beccate, l'altro accarezza il suo e lo bagna, come per rinfrescarlo e renderlo nuovamente pronto alla pugna. Tutti lanciano incitazioni, specialmente quelli che hanno i soldini in ballo. C'è nell'aria uno spesso sentore di violenza ancestrale, a stento edulcorata dalle risate e dalle bevute di birra, fornita dai baraccotti vicini, che per noi occidentali, dal tenero cuore animalista, che magari sparerebbero volentieri ai barconi nel Mediterraneo, risulta sempre poco accettabile. Ad un segnale dell'arbitro i galli vengono rilanciati sulla terra e ricomincia la battaglia, sempre più rapida e feroce, come se nessuno dei due combattenti avvertisse dolore, come se la furia di prevalere annullasse la paura di rimanere accecati o peggio uccisi. 

Il combattimento
Poi d'improvviso, accade qualche cosa di imprevisto ed inavvertibile, noto forse solo ai due attori; il più grande tra i due comincia ad arretrare, addirittura dà le spalle e si ritira di colpo indietro, inseguito dall'altro ormai sempre più aggressivo, che evidentemente ha capito che le cose vanno bene per lui. E' il segno inequivocabile della resa definitiva. Il padrone non perde tempo e lo raccoglie subito da terra correndo a ripararlo nella sua cesta, per evitargli di certo maggiori danni. La folla dei perdenti urla la propria disapprovazione, mentre chi evidentemente ha vinto, sghignazza sguaiatamente e si appresta a ritirare la vincita. Tutti si assiepano attorno ai ragazzi coi soldi in mano. Evidentemente non ci sono contestazioni perché non sorge nessuna discussione ed ognuno se ne va contento. Poi dopo una breve attesa, le acque si calmano prima del prossimo spettacolo. Intorno una serie di bancarelle distribuiscono frittelle e altre amenità. I bambini giocano a campana dietro l'arena, segnando glispazi con un solco nella terra rossa. Presi dal seguito del programma, nessuno bada a noi che risaliamo la scarpata. Il sole comincia a scendere vicino al bordo della collina. La luce è vivida e conferisce al paesaggio circostante un colore magico, con le linee lontane segnate e precise, ti pare di toccare l'orizzonte con la mano.

Un paese lungo la valle

SURVIVAL KIT

Se questo genere di spettacolo non vi infastidisce, troverete piccoli spazi dedicati appena fuori dalle aree abitate, lungo la strada principale. I combattimenti si svolgono ogni domenica e durante le feste. Noterete gli spazi dalle gente che si assiepa intorno per assistervi.


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