giovedì 15 dicembre 2016

Madagascar 5: I primi lemuri a Peyrieras

Il fiero pasto

Rana pomodoro
La nazionale n.2 è in discrete condizioni e corre verso est tortuosa, tra foreste sempre più rigogliose man mano che ci si avvicina alla costa orientale decisamente più umida, trasformandosi a poco a poco da zona semisecca a vera e propria foresta fluviale. L'insediamento umano è piuttosto raro e si limita a qualche capanna ai limiti delle radure tra le colline. L'insieme dà una certa impressione di selvatico. Mentre con gli occhi scorri le distese di alberi, cresce la voglia di penetrare questa barriera naturale, di calpestare finalmente un poco questa terra rossa popolata di tronchi per toccare da vicino la vita che nasconde. Mancano ancora molti chilometri ad Andasibe ed al suo grande parco, dove arriveremo solo verso sera, ma lungo la strada incontri una occasione interessante per sgranchirti le gambe, la riserva Peyrieras subito dopo Marozevo. Qui si apre subito un discorso. Siamo in una terra selvatica e ghiotta di aspetti interessanti, piena di parchi naturali sconfinati, da percorrere a piedi esplorandone lentamente gli aspetti più segreti. Ha senso allora vedere ambienti, tutto sommato creati artificialmente che però, in poco spazio ospitano moltissimi tra gli animali più interessanti? 

Batraci di circa 1 cm
Mi sentirei di dire che alla fine ne vale la pena, perché se è vero che il fascino delle passeggiate nella foresta ricercando con fatica la vita che nasconde, non è paragonabile; tuttavia qui hai l'opportunità di vedere da vicino, di toccare, di poter fotografare nelle migliori condizioni molte specie che è difficile avvicinare in natura e che probabilmente non avresti mai l'occasione di scoprire. In fondo ci siamo venuti apposta da queste parti e allora bando alle discussioni e diamoci da fare. Joseph, che ti accompagna tra gli alberi bassi della foresta di Mandraka, va a colpo sicuro nel mostrarti cose che tu non riusciresti a vedere neanche facendo attenzione da vicino. In effetti in questa riserva creata dal naturalista francese di cui porta il nome, sono concentrate un gran numero di specie animali davvero interessanti che non avremo l'occasione di vedere da altre parti del paese. Intanto è il primo attessissimo contatto con i lemuri, il simbolo assoluto del Madagascar e quindi l'apparizione del lemure fulvo o del sifaka è sempre una bella emozione. Ma qui trovi anche una grande concentrazione di animali che sono una vera sorpresa per le loro forme inconsuete e spesso a te completamente sconosciute. 

Brookesia
Intanto una bella varietà di camaleonti, più di una decina, dal più grande Calumma parsonii, con i suoi colori smaglianti e che cambiano rapidamente dal verde più vivo, al rosso, al marrone a seconda che si rifugi tra le foglie o scivoli lungo le cortecce, fino al più piccolo della specie Brookesia che a malapena copre un'unghia del tuo dito. Vedere la sua lingua lunga quanto l'intero corpo che saetta per acchiappare un insetto ad una velocità quasi impercepibile all'occhio, contrasta con l'apparente goffa lentezza con cui si muove lungo il ramo a cui rimane pervicacemente appeso con le zampine prensili. Le estremità delle sue dita sono appiccicose e danno una viscosa sensazione se te lo fai passeggiare sulla mano prima lasciargli riguadagnare il suo ramo in cerca di altre prede, lui a sua volta facile preda che solo nel mimetismo astuto trova scampo dai predatori. Strano contrasto di fulminea rapidità predatoria e immobilità passiva in quanto vittima della stessa catena naturale. Poi, sulle foglie di banano distese a terra, rimani incantato a guardare le minuscole rane rosse che saltellano o la più minacciosa, anche se innocua rana pomodoro (Dyscophus guineti) dagli occhi apparentemente feroci.
Trovato il geko?

E ancora una serie di enormi scolopendre ed altri anellidi inconsueti, per non parlare del capitolo mimetismo con molte specie di gechi quasi impossibili da scorgere sui tronchi sui quali stanno immobili, anche con una osservazione ravvicinata, tanto le loro macchie sono consequenti alla corteccia sulla quale rimangono per ore a loro volta in attesa di preda o le diverse specie di insetti stecco praticamente identici ai rametti secchi su cui sono posati. Considerato che il Madagascar non ospita serpenti velenosi, puoi anche prenderti al collo un boa di medie dimensioni (Sanzinia madagascariensis), per apprezzarne la bellezza severa e la strana sensazione della sua muscolatura tesa sotto la pelle asciutta e brillante che scivola sulla tua. Poi enormi farfalle, coccodrilli, pipistrelli grandi come galline e tanto altro, incluso il Tenrec eucaudatus, un piccolo mammifero che si ciba di insetti, simile ad una procavia del Capo o ad un grosso topone, fate voi. 

Pipistrelli
Insomma un'occasione per vedere da vicino cose davvero differenti e che probabilmente non avrete più la possibilità di vedere altrove. Dai, dite quello che volete, è vero che è un ambiente tutto sommato artificiale, che tanti animali così in una porzione di foresta così piccola sono innaturali, però intanto te li puoi godere bene ed alla fine siamo venuti fin qui per questo. Allora non facciamo troppo i difficili e godiamoci l'attimo, pensando che in fondo questo ambiente è servito anche da protezione per diverse specie il cui ambiente circostante è stato messo in condizioni critiche e che probabilmente le avrebbe messe a rischio. Dunque, sfogate le vostre pulsione naturalistiche, ma soprattutto fotografiche, adesso però è ora di riprendere la strada per un altro paio d'ore fino ad arrivare al confine del grande parco di Analamazaotra. Ma ormai è quasi buio e alla foresta pluviale fitta fitta che comincia subito dietro i bungalow ci penseremo domani.

scolopendra

SURVIVAL KIT

Tenrec ecaudatus
Riserva di Peyrieras - A 72 km da Tana sulla N2 nella foresta di Mandraka. Ingresso 10.000 Ar. E' una piccola riserva privata che ospita decine di specie anche rare che si possono vedere da vicino e toccare direttamente. A mio parere vale comunque la pena, anche per rendersi conto della grande varietà di animali endemici, la maggior parte dei quali avrete occasione di vedere solo qua. Calcolate una o due ore a seconda di quante foto volete fare. L'accompagnatore parla anche un po' di italiano segno di quanto sia popolare il posto tra i turisti.



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