lunedì 27 marzo 2017

domenica 26 marzo 2017

Taste of Madagascar 10




Cinque fratelli
dentro la casa rossa
sei quasi sposa

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sabato 25 marzo 2017

Taste of Madagascar 9



Mattone crudo
la casa sopra i campi
nuova famiglia


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venerdì 24 marzo 2017

Taste of Madagascar 8



Son stesi i panni
finito è il funerale
non è una festa


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giovedì 23 marzo 2017

Taste of Madagascar 7



Chi sta arrivando
è l'ora di dormire
occhi rotondi

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mercoledì 22 marzo 2017

Taste of Madagascar 6



Mangiare bacche
penzolando su un ramo
che vita intensa




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martedì 21 marzo 2017

Taste of Madagascar 5



Grandi ali nere
è l'ora della caccia
il sole scende


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lunedì 20 marzo 2017

Taste of Madagascar 4




Sopra la foglia
canta la rana rossa
cerchi nell'acqua



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domenica 19 marzo 2017

Taste of Madagascar 3




 Cambiar colore
nella foresta calda
paura o inganno




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sabato 18 marzo 2017

Taste of Madagascar 2

Risaie ad Andasibe


Riso oro verde
sopra la terra rossa
già cresce piano


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giovedì 16 marzo 2017

TARI da pagari, magari



L'altro giorno vi ho raccontato del mio tentativo di fare la patente internazionale e di come mi è apparso chiaro di come lo stato sia nemico del cittadino. Vedi qui. Ma quello che sta accadendo ad Alessandria è davvero interessante. Ve lo racconto. In questi giorni agli infelici abitanti della città delle nebbie, stanno arrivando migliaia di raccomandate di accertamenti per mancati pagamenti della Tari degli anni scorsi con relative ammende. All'ufficio apposito, assediato da richiedenti disperati che vogliono informazioni, un drappello di poveri impiegati dagli occhi spauriti e davvero in difficoltà morale e materiale, cerca di giustificare con un palese imbarazzo, l'ingiustificabile. Ufficiosamente, perché queste cose mica si possono dire in modo chiaro, sembra che a causa di un bug del software o per chissà quali altre cause, un numero imprecisato di pagamenti degli anni scorsi della Tari (tassa rifiuti) non sia stato registrato e quindi in automatico se ne richiede il pagamento all'utente sempre che lui non possa dimostrare di essere in regola con regolare ricevuta. 

Purtroppo io e chissà quanti altri, non riesco a trovare la ricevuta di quel pagamento di quattro anni fa e mi toccherà cacciar fuori un bel 450 Eurini, ammenda inclusa e la cosa mi fa girare parecchio i cabbasisi come direbbe Montalbano. Ora dal punto di vista formale l'Amministrazione ha tutte le ragioni; le ricevute devono essere conservate per dieci anni e loro possono andare a richiederti pagamenti fino a cinque anni addietro, ma quando la cosa è palesemente frutto di un errore, riguardando un numero di persone molto grande, delle quali la stragrande maggioranza, per soli motivi statistici, ha già certamente pagato, mi sembra una cosa criticabile, Lo stato è dunque davvero nemico del cittadino e fa di tutto per suicidarsi spingendo il popppolo verso i populismi? Che ne pensate?

Oh basta là, quasi quasi scappo all'estero!

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mercoledì 15 marzo 2017

Odore di Oriente

Mar cinese meridionale -  febbraio 2014


L'oriente profuma. Ha odore forte spezia, di vegetazione che sta marcendo, di caldo umido che stordisce e fiacca la mente. E' quel sentore dolciastro dell'immondizia che fermenta, degli scoli delle fogne che si mescola a quello delle orchidee ed ai tanti fiori senza nome che affollano gli spazi. Fiori grassi, dai petali colorati a tinte così violente da turbare l'occhio abituato alle nebbie pallide e diafane del nord. Per qualcuno è solo puzza, per altri è un'aroma irresistibile che chiama, inebria, stordisce, come quello di certi formaggi, vomitevole per alcuni, da svenimento per altri. In ogni caso non  tale da suscitare indifferenza. 

Odore di foresta umida, dai suoni lievi, che sembra quasi senza vita. Ma se sai ascoltare ne avverti subito il battito leggero, come quello di un cuore delicato e profondo, dai sentimenti nascosti, carichi di mistero, senza grida acute, ma fatto di onde basse che accarezzano il tuo sentire, mentre cammini su un tappeto ovattato di materia morta che ritorna alla terra. Come passare a piedi nudi su un tappeto di carne viva e fremente. Sabbia calda e pesante che profuma di sale, di conchiglie sfatte, di alga putrida, di confine tra la vita e la morte scandito dal tintinnare di campanelle esposte al refolo dei venti all'angolo di un tetto spiovente.

Chiama come una sirena maligna, per attirarti nelle sue secche da cui non riesci a districarti, fino a che non rimani impigliato per sempre in quella pania untuosa ed avvolgente. Profumo denso, spesso, che si accompagna a suoni sottili e scanditi, ottusi dalla calura e dall'umidità, coperti di una muffa nerastra che ricopre il fondo del quadro, come una resina aggrappante che consente di dipingerci sopra a pennellate larghe e sfumate, mentre l'acqua scende dal cielo tra nuvoloni altrettanto neri che aspettano la sera per insanguinarsi completamente e il vento dell'est si spegne a poco a poco prima che anche il mare diventi nero. Come si fa a resistere.


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martedì 14 marzo 2017

Cerca che ti cerca


foto dal sito del Dragon Inn Hotel - Semporna


Accidenti che fatica!!! Per prenotare qualche alberghetto e una macchina oltre ai voli, sono ore ed ore di lavoro indefesso. Giustamente quei poveracci delle agenzie devono farsi pagare. Se poi ti perdi nei confronti tra le recensioni di Tripadvisor o di Booking, perdi anche la strada per andare a casa, tra topi in camera, odori di muffa e cimici&pidocchi, è davvero un ginepraio da cui non sai come cavarti fuori. Girare per stamberghe virtuali è sempre una attività stressante. Se leggi i commenti sul Dragon Inn ti si accappona la pelle, comunque vi saprò dire, però l'immagine è deliziosa, dai clikka lì, vada come vada. Alla fine si decide sull'onda del momento o della foto più accattivante. Capito gestori, le foto sono importanti!!!!! Però c'è poco da fare questa è una delle attività che, se pur faticose, ti fanno pregustare il viaggio. Speriamo di aver messo tutte le date giuste, poi si vedrà.


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lunedì 13 marzo 2017

Conferenza sulla Birmania

Per tutti coloro che sono interessati e nella zona alessandrina, comunico che Venerdì 17 marzo alle 15:30, nell'ambito delle conferenze dell'UNI3 (Università delle tre età) presso la Sala Ambra - Dopolavoro Ferroviario, Via Brigata Ravenna 8, Alessandria, terrò la consueta chiacchierata sul tema: Birmania, tra templi e pagode. Tutti gli amici e gli interessati sono cordialmente invitati ad intervenire. Più siamo e più ci teniamo caldi.

Nell'occasione presenterò anche il mio ultimo libro appunto sulla Birmania di cui avrò con me qualche copia per gli amatori (eheheheh). Il libro è anche disponibile come di consueto sulla mia pagina di Lulu.com dove potrete trovare tutte le mie pubblicazioni anche in eBook (clikkare qui). 


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domenica 12 marzo 2017

Minorca, piccolo paradiso

Nicole Cascione, un'amica giornalista che vive alle Baleari mi ha scritto per convincermi a fare un giro dalle sue parti, una fetta di Spagna che ancora non conosco e che di certo vale la pena di indagare, soprattutto la deliziosa Minorca. Penso che non appena riuscirò a ritagliarmi un po' di tempo andrà a farci un salto per verificare in prima persona. Insomma, l'elenco deidesiderata si allunga ogni giorno. Intanto vi giro queste poche righe che Nicole mi ha mandato per convincermi meglio.

Turqueta

Minorca, un paradiso che regala emozioni. Qui, la bellezza è presente in ogni angolo, ma ci sono alcuni luoghi che un turista, un viaggiatore, non può e non deve assolutamente perdersi. Perchè Minorca non è solo splendide spiagge e mare cristallino, ma molto di più.

Tra i luoghi imperdibili ricordiamo il borgo di Ferreries, il centro abitato più alto dell'isola posto a 141 metri di altitudine. Questo rappresenta un ottimo punto da cui partire per poi avventurarsi alla scoperta delle bellezze naturali del posto. Tra queste bellezze c'è Algendar Gorge, una delle gole più suggestive dell'isola.

Il borgo di Ferreries nasconde altri imperdibili luoghi da visitare, come il piccolo villaggio di pescatori Cala Morell o come il Museu de la Natura, nato con l'obiettivo di educare la popolazione di Minorca al rispetto per l'ambiente; ed ancora, la Cappella S'Ermita sul monte Son Granot.
Se siete amanti delle lunghe passeggiate in bici o a cavallo immersi nella natura, il Camì de Cavalls fa proprio al caso vostro. E' un sentiero lungo 185 chilometri ed è suddiviso in 20 sezioni. Si tratta di un percorso che corre lungo tutta la costa dell'isola delle Baleari e che si snoda tra zone rocciose, torrenti, zone umide.

Altro punto da non perdere è il Monte Toro, la vetta più alta dell'isola, un punto di osservazione perfetto perchè permette di ammirare tutta Minorca con i suoi 357 metri di altezza. Scendendo poi dal Monte, vi consigliamo di fare tappa a Es Mercadal, un piccolo paesino conosciuto soprattutto per i ristoranti tipici qui presenti, dove poter degustare piatti della cucina locale.

Infine, tappa obbligatoria Es Castell, località a forte carattere militare, famosa soprattutto per il museo qui presente e inaugurato nel 1981 nel bicentenario della conquista di Minorca da parte della Spagna. Il Museo occupa quindici sale, disposte su due piani un tempo dedicati agli ingegneri militari. A Es Castell, inoltre, è possibile vedere all’opera i maestri artigiani dell’isola. Famosi i suoi mercatini nelle vie del centro tutti i lunedì dalle 19.30 alle 24.00 

E se volete dare un'un'occhiata a qualche filmato più specifico, andate sul canale YouTube dedicato a Minorca: www.youtube.com/user/isoladiminorca.


Ciutadella


giovedì 9 marzo 2017

Cronache di Surakhis 77: Diritti




Prima di tutto tolsero i vitalizi ai politici e fui contento perché rubacchiavano.
Poi tolsero le pensioni molto elevate e io stetti zitto perché chi le percepiva mi stava antipatico.
Poi le cancellarono ai baby pensionati e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi eliminarono quelli che si dicevano diritti acquisiti e io non dissi niente perché pensavo di non averne.
Un giorno si presero anche la mia pensione, ma non c'era rimasto più nessuno a protestare per me.

Da: Commentari alle cronache di Surakhis di  Martin Niemöller


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Inchieste

martedì 7 marzo 2017

500 d'epoca

Fiat 500 beige


L'altro giorno stavo pensando, gli anziani hanno tanto tempo per pensare, anche se le sinapsi funzionano sempre più lentamente, alle tante emozioni che a tutti capitano nella vita. Quelle grandi, importanti, topiche, direi quasi ovvie, che segnano le tappe più importanti e significative della vita e quelle apparentemente minori e tecnicamente anche poco significative ad essere raccontate, ma che in quel momento sono sembrate così intense e importanti. Come mai molti ricordano come un colpo al cuore senza pari, quel gol segnato nella squadretta dell'oratorio, di certo assolutamente più stordente nella memoria di quando magari gli è nato un figlio o ha avuto il primo successo lavorativo? Sono i meandri insondabili della mente umana che forse collega in modo acritico materiali e momenti diversi, chissà forse ci sono stimolazioni chimiche che eccitano meccanismi che vanno anche contro la logica comune. Insomma per farla breve, non riesco a togliermi di testa quel momento incredibile in cui salii per la prima volta sulla mia prima automobile. Nella mia famiglia questo possesso non era mai esistito, d'altra parte in quegli anni '60 avere a disposizione un'auto, non era poi così comune. 

Durante l'inverno, saltando un paio di esami all'università, avevo fatto un lavoretto di interviste porta a porta, allora si facevano così, il cosiddetto barometro d'ascolto della Rai a Torino (ancora non avevano inventato l'Auditel) a bassissimo compenso, mi sembra 150 lire cadauna, ma se ne facevano anche una ventina al giorno in poche ore e altre più complesse di natura industriale sui cuscinetti a sfera in centro Italia, che erano invece pagate benissimo. Insomma in primavera avevo raggranellato un bel gruzzoletto e mio papà aveva contattato, tramite amici, un carrozziere che aveva un usato che poteva fare al caso mio. E infine eccola là che occhieggiava in fondo al capannone una 500 di quel color beigiolino classico, già con le porte controvento e sedili ribaltabili, gadget giudicato genericamente indispensabile, splendente e desiderabilissima. Avrà avuto almeno 4 o 5 anni ed era stata sicuramente incidentata, ma costava solo 160.000 lirette, esattamente tutti i miei risparmi, anzi avanzavo ancora un bel 10.000 cosa che mi garantiva quasi 100 litri di benzina. La nuova invece sarebbe costata qualcosa in più di 500.000 svanziche, cosa assolutamente al di fuori della mia portata di ventenne rampante e strabordante di testosterone ma assolutamente squattrinato. 

Non ricordo quasi nulla della transazione e di come fosse avvenuta, ma mi è rimasta stampata in testa quella sensazione di potenza assoluta, cosa che forse riesce a dare solo il senso di possesso, che mi prese nel momento in cui mi sono seduto su quel sedilino di plastica che strideva ogni volta che facevi qualche movimento di assestamento, che oggi si derebbe di ecopelle e sono uscito trionfalmente da quel garage, alla guida del mio, mio, mio bolide assoluto! La macchinetta andava da sola, bastava girare il volante e la strada si macinava chilometro dopo chilometro. Dal rione Pista diretto verso Valle San Bartolomeo, la via Falamera, Pecetto. Mi fermai un poco in cima alla collina a guardare verso la città mentre il sole scendeva, abbracciandola, come finalmente conquistata. Poi Bassignana e infine ritorno verso Alessandria, a casa dove mi aspettava ansioso mio papà. Che soddisfazione ineguagliabile! Io, che non avevo mai avuto la possibilità di avere la desideratissima Vespa, brama inespressa, coitus interruptus mai cominciato, finalmente motorizzato, padrone dello spazio e del tempo, libertà assoluta e insperata. Nei giorni successivi mi ci sarò di certo abituato, ma quella è stata davvero una grande giornata. Poi importò solo assicurarsi il plaid di ordinanza da mettere sui sedili posteriori e la manopola di legno prolungata per il cambio e potevo finalmente affrontare il mondo.


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lunedì 6 marzo 2017

Cronache di Surakhis 76: Inchieste



Il paese è nella palude da 30 anni. Il 4 dicembre c'è stata l'occasione per creare i presupposti di un cambiamento vero. Gli elettori, sapientemente guidati e convinti dagli abili masanielli di turno, hanno deciso nella loro accidia e malanimo verso il potere, hanno deciso di rinunciarvi, perdendo una occasione importante. Dal giorno dopo tutti coloro che hanno giocato contro perché, per motivi diversi, hanno uno specifivo interesse a farci rimanere nella palude, hanno capito che non era sufficiente far cadere da cavallo l'unico personaggio che, nel bene o nel male, facendo cose a volte giuste, altre sbagliate, ha tentato di migliorare davvero il paese, perché non si sa mai, l'uomo è forte e potrebbe riprendersi e ritornare in sella, in quanto tanta parte del paese ha capito che tutti gli altri sono di gran lunga peggiori. Bisogna eliminarlo dalla politica definitivamente visto che da solo non si vuol togliere dai piedi.

Quindi tutti addosso, i nemici naturali ovviamente, che neppure sono i più attivi in questo, i suoi "amici" che abbaiano come cani rabbiosi per prendergli il posto e far rimanere tutto come prima e i giornalai, che appena vedono l'uomo ferito a terra, ci si buttano sopra gettando fango e merda con la pala, per cercare di seppellirlo, tanto quando emergerà il nulla, sarà ormai troppo tardi e il danno sarà fatto. Meglio per tutti consegnare il paese ai pentanariciuti perché lo distruggano completamente, magari con una parte di quel partito in dissoluzione, che li appoggerà come cagnolini in cerca di qualche boccone caduto dal tavolo. Intanto l'Unione continentale è prossima alla dissoluzione. Quello del gatto morto in testa e il judoka triste, gongolano. Da questa debolezza potranno far risorgere le loro aree di influenza, già le loro portaerei incrociano nei mari di cui stanno riprendendo il possesso. Il terzo attore da poco arrivato ad avere influenza planetaria, lo ha capito e affila le sue armi. Ogni conflittucolo locale si riacutizza in attesa di esplodere in caso di una deflagrazione globale. Tutti sono contenti. Suae quisque fortunae faber est.

Da: "Commentari alle cronache di Surakhis" di Paularius Marcius Lentulus - An. XXV p.B.



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Consegne

domenica 5 marzo 2017

Vitalizi e pensioni


Sono preso da un dilemma domenicale che mi perplime continuamente. La gente, intesa come folla bruta o come si dice adesso il popppolo, detto con le guance gonfie e l'aria feroce del sanculotto in calore, non capisce niente per semplici ragioni genetiche, insomma una tara ineliminabile della testa che non permette al ragionamento di farsi strada nelle ideologie, oppure la potenzialità di comprendere le cose è coperta e minata soltanto dall'odio feroce  che cova nell'animo, quando questo è sapientemente rinfocolato da chi è interessato a farlo, dallo squallido sciacallo di turno? Difficile capire. Tuttavia quando vedo sui social, masse di pensionati che soffiano sul fuoco blaterando di come sia sacrosanto eliminare i cosiddetti "vitalizi" di chi ci governa e a cui, timorosi di perdere consensi si adeguano tutti i partiti, fingendo di non sapere che i vitalizi veri sono stati aboliti dal 2012, mi si accresce il dubbio. Possibile che questa gente non abbia capito che questa manfrina è solo un piccolo miserabile grimaldello per poter scalzare il nodo costituzionale dei diritti acquisiti e poter dare autorità al meccanismo indecente della legge retroattiva? 

Eppure è così chiaro il meccanismo, ormai anche fin troppo chiaramente espresso dai vari propugnatori della campagna delle liste di proscrizione, che si richiama a quanto periodicamente esterna il buon Boeri per risolvere il problema delle casse semivuote dell'INPS. Non appena eliminati i vitalizi e aperta la porta alla perdita di intoccabilità dei diritti acquisiti, si potrà mettere finalmente le mani su milioni e milioni di pensioni ricalcolandole con sistema contributivo, dandogli un bel taglio del 30/40%. Altro che nuove tasse o aumento delle accise dello 0 virgola che fanno urlare i benpensanti! Qui gli si vuole dare una botta che li renderà gobbi per quei pochi anni che rimangono loro da campare e loro, tutti contenti, urlano sotto il palco: Tagliategli la testa! senza capire che la testa sul ceppo è la loro. Mah, forse l'odio e l'accidia è più forte del ragionamento e chi lo sa e in base a questo riesce a fare soldi con la sua azienda mascherata da movimento, rimesta la merda sapendo che più puzza sale, più lo sciocco la farà circolare su facebook.



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