martedì 23 maggio 2017

Grigliata di primavera?

Val Chisone

E' un appuntamento annuale, certo, ormai quasi un'abitudine, ma che abitudine. Ritrovarsi con gli amici a raccontare ricordi sempre uguali, ma ogni volta così diversi; ad aspettare quello che accadrà domani. Se le sai guardare, in fondo ci aspettano solo cose belle. Belle come lo sfrigolar di una griglia, belle come il profumo di primavera nell'aria, belle come questa valle dal verde vivo così intenso da fare male agli occhi e dal blu cobalto in un cielo che la pioggia caduta ha reso limpido come cristallo. Che meraviglia!

lunedì 22 maggio 2017

Malaysia 25 - Verde Kuala Lumpur









La moschea nazionale


Attività per i ragazzi
Questa città ha polmoni verdi davvero enormi, d'altra parte non potrebbe essere diversamente, visto il clima più o meno uguale tutto l'anno, un caldo umido infernale dove ogni tipo possibile di vegetazione cresce come se avesse dentro di sé una sorta di lievito naturale esplosivo. Se guardi erba e piante, ti sembra che crescano sotto i tuoi occhi e non trovi spazio di terra nuda, non ricoperta da cemento o asfalto che non sia ricoperto di una vegetazione ricca, grassa e vitale. Al di là dell'area di piazza Merdeka c'è dunque un'interna collina che ospita parchi, orti botanici e altre zone verdi fruibili a tutti. Se volete morire di caldo potete anche arrivarci a piedi, risalendo la strada dietro la piazza. Costeggi dapprima la nuova enorme moschea nazionale dalle linee modernissime con la sua elegante cupola dalle piastrelle azzurre ed il suo aguzzo minareto. La particolare conformazione della sala di preghiera e tutta l'impostazione dell'edificio, non corrisponde ai tradizionali canoni islamici e questo la rende forse ancora più interessante. Volendo si può anche farci una capatina. Lì vicino c'è anche il magnifico edificio antico della corte islamica ed il museo nazionale. Poi è tutta una serie di luoghi con attività di interesse colletivo come il planetarium, il museo delle arti islamiche più importante del paese e poi in sequenza: il giardino delle orchidee e quello delle specie di ibisco, fiore nazionale malay, il parco delle farfalle ed il punto più noto della collina, il KL Bird Park, forse la voliera più grande del mondo che ospita una serie dei più belli uccelli tropicali che vivono nel sudest asiatico. 

Little India
Un modo ideale per passare un bel pomeriggio all'aperto. Ma la parte più bella è il vicino giardino botanico, il Taman Botanical Perdana che occupa tutto il resto della collina per oltre cento ettari, col suo laghetto centrale a cui si arriva anche con uno shuttle bus dalla KL City gallery. Insomma c'è di che passare una intera rilassante giornata, se la prendete con calma, spostandovi con i taxi o altri mezzi acconci. Se invece ne farete una sfida con voi stessi ed inizierete un trasferimento cammellato fidandovi della vostra forza fisica e della vostra resistenza agli agenti atmosferici alieni, rovesci d'acqua improvvisi inclusi che di norma vi coglieranno in mezzo al prato che collega due costruzioni lontanissime tra di loro, fate pure, la bella giornata si trasformerà in incubo punitivo che vi farà considerare la salvezza solo al raggiungimento della vostra cameretta d'albergo che vi auguro accogliente, dotata di violento getto di aria condizionata direttamente sulle vertebre lombari della vostra povera schiena, mentre i piedi fumano autonomamente al fondo del letto. Se la sera siete ancora vivi, potete farvi una passeggiata in centro alla ricerca di un ristorante che vi ispiri. I centri commerciali staranno ormai chiudendo ed è il momento migliore per fare l'affare della sera. I commercianti cinesi sono molto superstiziosi e amano trattare bene l'ultimo cliente della sera (così come il primo del mattino) speranzosi che questo sia di buon auspicio per l'apertura del giorno successivo. 

Nel parco
Il vecchio cinese (avrà almeno venti anni meno di me) che vende bigiotteria varia, non ha invece nessuna intenzione di chiudere, anzi sembra vivere direttamete dentro il suo negozio, una lunga sala letteralmente ricoperta di banchi con minuscoli spazi ripieni di ogni genere di ninnoli, giade, perle e altre cineserie di cui io, per stolida inclinazione naturale, sono sempre ghiotto. E' anche una sorta di prix unique dove tutto costa lo stesso prezzo, così il vecchietto che parla solo cinese mandarin, non fa fatica nella trattativa. Tuttavia appena commetto l'errore di sciorinare il poco cinese che conosco, mi si accozza senza mollarmi più e comincia lunghi discorsi, convinto che io lo capisca. Afferrato il mio interesse per alcuni pezzi pregiati, vuole assolutamente convincermi dell'assoluta convenienza della sua offerta e corre a tirar fuori da un cassetto le fatture originali in lingua birmana per mostrarmi il prezzo pagato e che insomma, cedere alla mia offerta significherenbbe per lui la rovina economica. Continuiamo così un lungo dialogo tra sordi in cui entrambi sappiamo benissimo dove vogliamo arrivare, cifra che però nessuno dei due vuole pronunciare per primo pena il subitaneo rilancio dell'avversario. Insomma se è disposto a cedere fino a lì, vuol dire che può pagare o scontare anche di più. Tutto procede quindi secondo i canoni tradizionali della trattativa del regno di mezzo, incluse le classiche false rinunce all'acquisto con conseguente uscita dal negozio e relativo disperato richiamo. Alla fine esci col tuo sacchettino in mano, felice più per il raggiungimento della cifra che avevi in mente, col risparmio di almeno uno o due Euro, che non per l'oggetto finalmente tuo. All'interno l'omino si frega le mani contando le banconote bisunte. Domani ce ne andremo di qui verso terre più lontane e selvatiche, meno attaccate alla volgarità del denaro, insomma è ora di cambiare aria. 

Una fontana


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:
Giardino delle orchidee




giovedì 18 maggio 2017

Tip per il Madagascar

Morondava - da My Madagascar

Oggi voglio proprio fare una marchetta a favore di una amica che mi ha aiutato ad organizzare il mio recente viaggio in Madagascar e che ha iniziato una nuova attività nel campo del turismo. Quindi se volete fare un viaggio da quelle parti, provate a chiedere un preventivo a:

Verohanta Niriko

VISION NORD
NIF  : 4002644901
STAT : 49295 71 2017 0 00520
N°CIF : 009618/DGI-E
Ambalavola lot 55 kf Ambalavola
Antsiranana 201
Tel : 032 02 198 60

Numéro d'urgence : 032 65 951 21


mercoledì 17 maggio 2017

Cronache di Surakhis 78: Insinua, qualche cosa rimarrà

dal web
Paularius era su tutte le furie. Misurava il salone dei piaceri deserto, avanti e indietro a larghi passi. Aveva cacciato via con male parole le quattro multivulvate con cui aveva passato la notte, senza curarsi neppure di mettere le mutande. Le ultime notizie correvano sullo schermo olografico che occupava una parete del salone. Adesso basta, non ne poteva proprio più. Erano mesi che spendeva soldi ed energie per tentare con ogni mezzo di screditare e mettere in cattiva luce il partito che aveva in mano il potere su Surakhis ed i risultati erano comunque risibili. Aveva investito milioni di crediti per convincere tutto il sistema giudiziario a scavare nel passato, nel presente e nelle intenzioni future di ogni componente governativo e non si era riusciti a cavarne niente di interessante. Aveva addirittura convinto i Sardar investigatori a falsificare prove e intercettazioni. Niente, la bufala era subito venuta fuori e lui aveva dovuto muovere mari a monti per salvare il suo fido dalla tortura delle mille morti che spettava a chi era preso con le mani nella merda. Non era stato necessario neppure pagare per convincere qualche alfiere dell'infomazione a inserire nei loro libri che nessuno leggeva, qualche frase sibillina da cui i Mestatori dei 5 Sterchi, il partito dell'opposizione che andava per la maggiore, che faceva del falso il suo credo, che mettesse dubbi di ogni tipo nell'elettorato. 

I vari giornalai, pur di poter vendere qualche copia in pù avevano aderito ben volentieri, tanto la tecnica era ben conosciuta, bastava far scivolare qualche mezza verità di nullo valore per poter dare adito alla chiacchiera che rivoltava il senso finale, facendo apparire come moralmente disdicevole quello che magari era solo un atto consueto fatto per doveroso interesse a quel territorio ed ai suoi abitanti. Ma niente serviva. Più merda spargevi a pioggia, più quei maledetti conservavano il consenso. Ma davvero il popolo di Surakhis manteneva una funzione cerebrale attiva? Eppure anni di controllo della distribuzione dell'ossigeno ai lobi cerebrali, qualche cosa avrebbero pur dovuto fare. Evidentemente non era stato sufficiente. Ma Paularius non voleva desistere, era troppo importante mandare al potere qualcuno dei movimenti più sordidi. Di una parte o dell'altra non aveva molta importanza. La cosa fondamentale era poter fare andare così male le cose da poter uscire dall'unione intergalattica, in modo che l'economia di Surakhis collassasse completamente, che l'indecente sistema pensionistico e di welfare istallatosi sul pianeta, potesse essere finalmente spazzato via e lui riuscisse ad impadronirsi di nuovo di tutte le attività produttive. 

Poi ci avrebbe pensato lui, finalmente a ripristinare il sistema della sana schiavitù di una volta. Intanto conveniva spingere ancora la folla a pretendere l'eliminazione dei vitalizi dei vecchi Senatores. Ma lì era facile, il popolo era così idiota da non rendersi conto che questo era il grimaldello per poter poi pretendere l'eliminazione di tutte le pensioni, unico motivo utile dell'intera questione. Che sottile piacere vedere il popolo bue che gridava a morte a morte sotto il palco che avrebbe eliminato i vitalizi ingiusti (assieme alle teste naturalmente) di quei quattro gatti, senza capire che poi il posto sotto la mannaia lo avrebbero preso proprio i coglioni che gridavano più forte. Al pensiero gli si appiattirono le folte soppraciglia inarcate dalla rabbia. Qausi quasi era meglio richiamare un paio di sacerdotesse succhiatici per rilassarsi un po' mentre meditava qualche nuova porcata da attribuire alla ministra Woods e ai suoi parenti, tanto per coprire le schifezze che i Mestatori facevano ogni giorno nel sud del pianeta.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Inchieste

martedì 16 maggio 2017

Malaysia 24 - Bukit Bintang


Kuala Lumpur (Foto Sofi)


La nostra Proton Saga (Foto Sofi)
E così eccoci qua, dopo due settimane al ritorno nella capitale, avendo completato il circuito peninsulare con circa 2000 km percorsi e con in testa una prima sensazione complessiva di cosa sia questo paese. Come sempre devo dire che tutte le difficoltà che presumevo nel muovermi con un mio mezzo si sono rivelate infondate. La mano la prendi subito ed il mezzo, sebbene basico, anzi forse proprio per questo, non ha dato problemi. Anzi devo dire che quasi mi spiace dovere abbandonare questa macchinetta sulla quale ormai avevo fatto il comodo nido. Tuttavia questa fase è meno semplice del previsto. Intanto, a conferma dell'inefficienza del Wisma Pardise rent a car, il tizio non si trova e tocca andare su e giù dal 10 piano per trovare un'anima buona che gli telefoni per sapere cosa fare. Comincia dunque una difficile e sgradevole discussione sul fatto che io dichiaro che manca una tacca di benzina (tra i 5 e i 10 R) e lui pretende, contratto alla mano che la rabbocchi o paghi una penale di 50 R. Comincia quindi la complicata ricerca di un distributore in centro, cosa che mi porta via oltre mezz'ora, tra traffico, sensi unici, indicazioni sommarie e molte maledizioni che peggioreranno diccerto il mio karma futuro. Comunque, risolta la pratica, stavolta sparisce il portiere incaricato di ritirare le chiavi; nuovi contatti telefonici col tizio e, recuperato l'omino che sembra fosse andato al cesso, finalmente riesco a liberarmi dell'auto. 

Una via (Foto Sofi)
La parte positiva rimane nel fatto che non ho dovuto sottostare ad un formale controllo dello stato del mezzo alla riconsegna. Infatti, non avendo stupidamente ben controllato alla partenza, causa piovasco improvviso, cosa che vi consiglio di fare sempre con molta attenzione, non mi ero accorto di una scheggiatura del parabrezza che con un tizio così pronto ad applicare alla lettera il contratto, avrebbe dato di certo luogo ad altre discussioni, non essendo stato preventivamente segnato sui documenti di consegna. Quindi attenzione sempre. Comunque, visto che abbiamo deciso di tenerci una giornata di decompressione domani, nella parte verde della città, ci rimane il pomeriggio e la serata per passeggiare per il centro. Contrariamente a quanto mi hanno detto alcuni amici, questa città mi sembra assolutamente gradevole da guardare, muovendosi a piedi nella parte più vivace ed internazionale. Il quartiere di Bukit Bintang è il vero centro vivo della capitale, pieno di palazzi nuovi, centri commerciali sgargianti, turisti ed altra folla in movimento tra luci e colori che illuminano facciate e negozi. I larghi marciapiedi sono pieni di gente di ogni paese che si muove col naso per aria tra locali e ristoranti. Nella centralissima Jalan Bukit Bintang è pieno di ristoranti libanesi, una delle cucine più famose del mondo. Nei dehors è difficile trovare posto a sedere, tra una clientela internazionale dove vedi passare narghilé colorati per tutti coloro che ne vogliono provare l'ebbrezza. 

Al supermarket (Foto Sofi)
La sensazione è quella di una confusione ragionevole che non infastidisce, anzi rende piacevole, guardare negozi, sostare nei locali, buttare l'occhio intorno e godersi la città. Qui la gente rimane anche fino a tarda sera e mentre la temperatura si modera, rendendo più gradevole camminare è anche facile sfuggire ai probabili scrosci d'acqua inevitabili nel tardo pomeriggio, a cui nessuno fa caso, tanto ci si può rifugiare tranquillamente e con profitto in una dei tanti centri commerciali presenti in ogni isolato, fino al termine del rovescio, di solito sempre breve. Insomma sarà pure la brutta copia di Singapore, ma anche qui si può passare una serata tranquilla senza avvertire alcun senso di pericolo, anzi ci si muove piacevolmente anche a tarda sera. Sii soltanto cauto con i rapaci tassisti che sparano cifre salate da contrattare. Informandoti prima, devi già sapere la cifra indicativa per lo spostamento che ti serve e di norma, se il tassista vede che tu sei al corrente del giusto prezzo, crolla subito dalle prime pretese esagerate. Se non hai voglia di trattare o questo ti estenua insopportabilmente, usa l'app di Grab, il succedaneo locale di Uber o utilizza uno dei moltissimi taxi che portano scritto ben evidente sulla portiera: Vietato contrattare, questa auto usa il tassametro, così siete tranquilli. La notte, tra il rutilare delle luci sparate dalle insegne e dalle sagome dei bei grattacieli, sembra non scendere mai. Appena hai uno scampolo di cielo libero da costrizioni, le frecce d'argento delle Petronas o l'ago rosso della Menara Tower, riprendono il loro spazio, per ricordarti l'anima di questa città e marchiarne il simbolo ormai riconosciuto in tutto il mondo. Domani cercheremo di goderci i giardini ed il verde, proprio per avere anche l'evidenza dell'altra faccia di Kuala Lunpur.

Dal parco Teman Negara a Malacca attraverso Batu caves


SURVIVAL KIT
Le Apple Boutique Hotel -  Jalan Sultan Ismail - Bukit Bintang 42. Da non confondere con l'omonimo in KLCC, più bello ma a costo quasi doppio. Nuovo e modernissimo, molto tecnologico e pulito. Gioca molto su un design di pregio, bianco e nero, stile zen. Posizione ottima in pieno centro. Camere molto ben dotate. AC, TV, frigo e free wifi in camera. Bagno bello moderno e tutto ben funzionante. Personale gentilissimo. Prenotando con Agoda ci sono spesso sconti. Mentre al banco il prezzo ufficiale è 200 R trattabili fino a 160, di solito si trova in offerta tra i 120 e 140 R. che per il centro di KL mi sembra molto buono.  La posizione defilata rispetto al corso principale, rende le camere molto silenziose e tranquille. Non dà colazione, ma davanti ci sono diversi locali appositi, stile cinese per breakfest a 10/15 R. Unico neo, camere microscopiche nelle quali è un problema aprire la valigia ma, dato il prezzo, è accettabile. Molto consigliato.
Un grattacielo (Foto Sofi)

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:


Se avete mal di gola (Foto Sofi)
23 - Malacca

lunedì 15 maggio 2017

Malaysia 23 - Malacca

I murales di Malacca (foto T. Sofi)


Town square
Ancora a sud, attraversando la pianura coperta di palme. Appena fuori Kuala Lumpur, dopo l'aeroporto lascia alla tua sinistra il circuito di Sepang e prosegui verso l'ultima meta di questo giro nella penisola. Malacca o Melaka, come la chiamano qui, dove 600 anni fa si formò uno dei primi sultanati della zona, in una postazione chiave sullo stretto, atta a controllare il commercio della zona, di fronte all'isola di Sumatra. Ma il volto della città è completamente di ispirazione portoghese e olandese e il vecchio centro cittadino conservano ancora molto bene questa atmosfera. La città vecchia è davvero gradevole, e sufficientemente piccola per essere girata gradevolmente a piedi. Le case basse e ben conservate sono un susseguirsi di negozietti ormai a totale disposizione dei turisti, che arrivano in gruppi compatti sia dalla capitale che ancor più dalla vicina Singapore, infatti questo è uno dei luoghi più visitati dell'intera penisola. Tutto il quartiere è adagiato attorno alle anse del fiume Sungai. Puoi goderti la sfilata dei murales lungo il fiume e poi rimanere a bere qualche cosa in uno dei tanti bar affacciati sull'acqua, ma, percorrendo la Jonker street, non puoi neppure perderti gli interni di uno dei tanti templi cinesi, dove i fedeli portano le loro offerte e rimangono a pregare davanti ai vasi pieni di cenere dove infilano i loro bastocini di incenso che fumano a lungo. 

Ciclorisciò
C'è l'atmosfera svagata della città squisitamente turistica, i ciclorisciò completamente ricoperti di fiori e di figurine di pokemon che fanno impazzire le ragazzine giapponesi. Ai lati del conducente, tra Pigaciù e i suoiamici, grosse casse colorate sparano a palla le canzoni del momento. I conducenti si spostano lentamente in cerca di clienti, esibendo le esagerate corone di orchidee che circondano la capotte protettiva. Se sei donna non potrai che rimanere incantata davanti alle camicette trasparenti tipiche della antica moda malese con le punte inferiori allungate a completamente ricamate a mano. Dall'altra parte del fiume le vecchie costruzione portoghesi popolano la collinetta che domina la città e raccontano la storia di un passato ricco, quando ancora la palla del predominio commerciale non era passata a Singapore che a poco a poco mise in ombra i commerci della piccola città. La cattedrale in rovina domina dall'alto, mentre tutto attorno palazzi che facevano parte della struttura governativa dell'area, oggi sede dei più vari musei, molto didascalici per la verità, a partire dal palazzo del sultano, una enorme costruzione di legno, eretta senza l'uso di chiodi, che racconta la vita di corte di quel tempo. Insomma si può passare una giornata piacevole girando le vie strette in lungo ed in largo, magari facendosi anche la crociera sul fiume che permette di ammirare tutta la sfilata di facciate che si rivolgono all'acqua. Fa un gran caldo, è vero, ma se il bello vuoi vedere un poco devi soffrire.

La moschea

SURVIVAL KIT

Sultan Palace Museum
Malacca - Raggiungibile dalla capitale in circa 2 ore, anche facilmente in Bus che partono dal terminal TBS, così che potrete fare una visita breve in giornata, oppure fermarvi una notte in uno dei tantissimi alberghi che a prezzi molto modici affollano la zona del porto. Trascurerei i musei che non mi sembrano molto interessanti privilegiando una visita a piedi di cui vi fornisco qui di seguito una serie di cose da vedere in sequenza a partire da Town square con la sua fontana centrale riportante i bassorilievi della regina Vittoria. Qui domina l'imponente edificio del periodo olandese, lo Stadthuys e la Christ Church costruita in mattoni rosa arrivati dall'Olanda, dalla bella facciata in laterite. Attraversate il ponticello e vi troverete nel quartiere cinese, una serie di stradine con case in cosiddetto stile  cinese barocco o palladiano, misto di influenze cinesi, olandesi e inglesi. Passerete davanti al Baba-Nonya heritage  museum e alla Malaqa house fino all'elegante facciata dell'hotel Puri. Di fronte la Chee Mansion, la Baba House e la sala dell'associazione Eng Choon con gli dei taotisti e due magnifici pilastri scolpiti. 

Medicina tradizionale
Girate a sinistra e trovate la facciata del Leong San Thong; ancora a sinistra e vedrete la tomba di Hang Kasturi, vicino ad un centro di terapia tradizionale cinese per chi ne avesse eventualmente bisogno. Più avanti il bel tempio buddhista Guan Yin; piegate nella via a destra e di seguito ci sono i due templi molto belli di Wah Teck e Kiong. Più avanti il famoso negozio di scarpe fatte a mano Wah Aik e subito dopo il tempio cinese più elaborato, il Chen Hoon Teng e il più recente Xiang Lin, infine la bella moschea Kampung Kling conil suo minareto che pare addirittura in stile sahariano e il tempio hindu Sri Poyyatta Vinayagar. Insomma un giro che vi occupera almeno una mezza giornata con le visite o un paio d'ore se vi contentate delle facciate. Riattraversate il fiume e cominciate la visita della parte coloniale della città. In cima alla collina le rovine della chiesa di St. Paul e scendendo i gradini arriverete alla porta di Santiago, ciò che rimane della fortezza portoghese A'Famosa. Subito a sinistra il giardino col Palazzo del Sultano (ing. 5 R) e l'Independence Memorial. Proseguendo lungo la brick promenade lungo il fiume coi suoi giardini, il Museo dell'architettura per ritornare infine alla Town square.

Crociera sul fiume - Più suggestiva di notte (35 R.). Parte ogni mezz'ora circa e percorre tutto il fiume nel centro città e ritorno. Durata 45 minuti. Gradevolissima, consigliata.

UN giardino
Mercury Boutique Hotel - 32 Jalan Pm 6 - Melaka - Doppia 20€ senza colazione. Nuovissimo molto carino, personale gentile, camere molto piccole ma ben dotate. AC, free WiFi in camera potente, TV, frigo. Intorno molti altri alberghetti di questo tipo, alcuni pubblicizzati con prezzi ancora inferiori (12€).

Villa Sentosa - Una casa museo tradizionale malese abbastanza vicino al centro sul fiume. Abitata da una famiglia locale, contiene molti oggetti antichi come ceramiche Ming, un antico corano e molte altre cose. Chi l'ha vista ne parla molto bene. Purtroppo quando ci sono arrivato io, verso le 11 di mattina, la casa era deserta, nessuno mi ha aperto e ho dovuto saltare la visita.

Sid's Pub at Jonkers - Di fianco al ponte. Bella posizione sul fiume. Piatti standard cucina continental, Chicken in the basket, costine di maiale, hamburgers e birre. Calcolate almeno 50 R a testa in ambiente internazionale.

Casa tempio

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Interno di un tempio
22 - Batu caves

sabato 13 maggio 2017

Malaysia 22 - Le Batu caves


La statua di Morugan


Nella caverna

Ormai abbiamo preso la strada verso sud. Il cielo prima è soltanto minaccioso, completamente grigio, diventa sempre più nero, poi comincia a scaricare acqua come se la buttassero coi secchielli. Sulla strada ci sono dei cartelli che indicano aree protette dai ponti che la attraversano e che dovrebbero fungere da riparo per i motociclisti in questi casi difficili. In effetti non vorrei essere sopra ad una due ruote in simili frangenti. I tergicristalli del mio bolide autarchico, sono in effetti, non troppo efficienti, i cristalli si appannano in un attimo e non è esagerato dire che non si vede un piffero. Per fortuna questi scrosci sono brevi, tutt'al più altalenanti, basta andare piano e alla fine arrivi. Nei pressi di Kuala Lumpur il groviglio di autostrade si infittisce, le corsie si aggrovigliano e la vocina che suggerisce gira a destra tra 400 metri e poi a sinistra, sembra confondersi, figuriamoci il pilota che già ha la testa confusa di suo. Comunque bisogna avere fiducia e alla fine si arriva sempre al traguardo. Le Batu Caves sono proprio ai margini della periferia della capitale e riesci ad individuare il sito anche da una certa distanza grazie al fatto che sono tra le uniche formazioni di roccia carsica  delle vicinanze. Una serie di spuntoni scoscesi che la corrosione delle piogge ha reso ripidi e impraticabili i loro fianchi e che il clima umidissimo ha ricoperto di una vegetazione avvolgente che nasconde alla vista la roccia sottostante. Nascoste tra i rilievi più imponenti, queste famose caverne ospitano un sito religioso di grande attrattività. 

Una  scimmia
E' forse il più importante gruppo di templi hinduisti della Malaysia. Oltre ad essere una zona di evidente interesse turistico, questa area attira anche un enorme numero di fedeli che giungono qui con ogni mezzo. Il grande piazzale è infatti intasato di taxi, di auto private e di ogni tipologia di bus, dai piccoli minivan a grossi torpedoni da gran turismo che scaricano continuamente una folla variopinta di curiosi, armati di macchine fotografiche più che di rosari. Naturalmente tutto intorno è sorta tutta quella selva di negozi, baracche, bar e ristoranti che popolano gli accessi a tutti i siti religiosi, campando della credulità e della curiosità popolare, I famosi mercanti del tempio insomma. Nel grande piazzale i gruppi ed i singoli si affollano sostando sotto il sole prima di affrontare la ripida e maestosa scalinata che risale la collina. E' come una specie di griglia gigante messo in un forno perennemente posizionato sul massimo e in cui la temperatura raggiunge livelli insopportabili. Ognuno si ripara come può, ombrellini, foulard o cappelli dalle fogge più varie, mentre i venditori di questi gadget, passeggiano tra la folla con la merce in mano facendo ottimi affari. Ma la bramosia di selfies è superiore a qualunque pena, così eccoli tutti davanti alla statua dorata gigante del dio guerriero Morugan, alta più di 40 metri, ad assumere ogni genere di posizione. 

Uno dei tempietti alla base delle caverne
Mi sembra davvero che ci sia una marea di gente, ma pare che durante le feste annuali del Thaipusam, in onore di questa divinità dell'area tamil, si concentrino qui oltre un milione di persone, tra fedeli e turisti. Comunque puoi tergiversare fin che ti pare, la scalinata con i suoi  272 gradini, sta lì, incombente e ti aspetta, non riuscirai a sfuggirle, puoi continuare a fare flanella lì intorno, ma prima o poi dovrai prendere il coraggio e cominciare la penosa salita che, come in tutte le imposizioni religiose, costituisce uno dei cardini del credere. Soffrire, fare una sorta di penitenza preventiva, prima di arrivare al cospetto della divinità. Offrire il tuo sacrifico per mostrare il tuo rispetto e metterti maggiormente in sintonia con lo spirito divino, dimostrare che sei disposto ad anteporre il credo al tuo benessere personale, insomma patire per essere ascoltato fino ad avere una accoglienza positiva per tutte le tue inevitabili richieste, che come contraccambio pretenderai siano esaudite. Insomma un do ut des, comune a tutte le religioni, in cui si deve dimostrare soprattutto la propria attitudine al sacrificio. Va da sé che dopo una salita del genere sotto il sole battente, cuociono anche assai bene le tue cellule cerebrali coscienti e questo ti mette maggiormente in sintonia col trascendente, come se avessi assunto una specie di LSD virtuale, e sei più disponibile a constatare la possibilità di miracoli e di eventi paranormali. Per rendere ancora più penosa la salita, un gruppo di fastidiosissime scimmie popolano la scalinata ed i mancorrenti di pietra a cui cerchi di aggrapparti per guadagnare la cima della salita. 

Davanti a un tempietto
Quando arrivi alla piazzuola all'ingresso delle caverne, sei stremato, ma la vastità delle fenditure nella montagna ti fa rimanere a testa in su col fiato mozzo per un po'. Poi puoi cominciare a camminare all'interno. Le altissime pareti sono anch'esse riparo ai primati sazi di banane concesse dai turisti, al massimo piovono bucce, mentre più in alto vedi le piccole sagome nere di centinaia di pipistrelli che trascorrono la giornata dormendo. Tutto intorno una serie di tempietti di epoche diverse, nello stile dell'India del sud, esibiscono la consueta statuaria dai colori brillanti e dalle posizioni contorte e barocche. In ognuno di essi si stanno svolgendo cerimonie seguite da gruppi di fedeli più o meno attenti a non perdersi il salmodiare intenso dei sacerdoti addetti o cercando di saziare quelli deputati invece alla raccolta delle offerte. Questi biascicano in continuo preghiere e mantra, con occhio distratto mentre allungano con aria stanca il contenitore in cui lasciare il denaro. La luce penetra da grandi fenditure della roccia che arriva dall'alto come un raggio divino assieme ad un robusto gocciolio di acqua, umidità e forse anche altro. L'odore dolciastro dei fiori e delle altre offerte che giacciono sugli altari, impregnano l'aria. L'insieme è tipico degli ambienti indiani, odori, sapori, sentori di spezia, acqua e liquami vari a terra, che fanno di questa area una sorta di terra esotica anche per gli stessi malesi. Quando ne esci, devi ridiscendere al piazzale, dove sei atteso da quelli che con aria furba, sanno che non baderai a spese pur di avere una bottiglietta di acqua fresca per non esalare l'ultimo respiro in terra straniera. Il paradiso può attendere.

La salita

SURVIVAL KIT
  
Lampade votive
Batu caves - Ad una quindicina di km dal centro di Kuala Lumpur. Potrete arrivarci in taxi o con i vostri mezzi, ma anche facilmente con la metropolitana dal centro. L'ingresso è gratuito. Scala faticosa da salire. Quasi in cima, in una caverna laterale si può effettuare una visita a pagamento con guida per vedere la vita che abita queste caverne, tritoni e altri animali. Qui ci sono anche le magliette delle caverne. Attenzione alle scimmie dispettose durante la salita. Calcolate almeno un paio di ore. Potendo, andare durante le festività hindu, sarebbe di certo estremamente interessante, soprattutto durante la festa del Thaipusam, quando qui arriva la processione dei fedeli che parte dal centro della città dal tempio di Sri Mahamariamman. In questa occasione i penitenti si devono portare sulle spalle enormi fardelli che pesano dai 30 agli 80 chili e che devono trascinarsi lungo tutta la scalinata. Alla base altri templi, tra cui quello dedicato ad Hanuman, il dio scimmia, con molti affreschi che raccontano il Ramayana. I templi sono sempre aperti e visitabili anche durante le funzioni. Durante le feste preparatevi ad una folla davvero imponente.
La scalinata di accesso

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:



Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!