lunedì 23 gennaio 2017

Madagascar 19: Verso Ranohira

Transumanza


Savana pascolo
Le porte del sud sono ormai alle nostre spalle. Siamo scesi di almeno trecento metri e l'altopiano si è mutato in una pianura infinita che si perde fino alla linea diritta dell'orizzonte. La strada la taglia in maniera rettilinea senza mostrare dubbi. Ai lati, tra rari arbusti spinosi, solo una distesa di erba stentata e seccagna, un pascolo povero e disperato che rende difficile sopravvivere. E' la savana siccitosa, fatta di polvere e di sete, dove l'acqua dal cielo arriva stentata ed attesa per lungo tempo, bloccata com'è dai contrafforti dei rilievi costieri dell'est. Anche gli insediamenti, fatti di capanne di frasche misere e spoglie si fanno sempre più rari e lontani, ai margini del nastro di asfalto corroso dal tempo, con qualche donna e dei bambini che nemmeno corrono tra la polvere, come se non ci fossero energie da sprecare in questa terra difficile. Di tanto in tanto incontri piccole mandrie di zebù che avanzano lente nella nuvola rossa, guidate da giovani pastori con lunghi bastoni diritti, dagli sguardi cupi, che chiedono stancamente acqua, quasi senza speranza, al tuo passare, segno che questa è merce rara ed importante in questa terra di sete.

Il cappello del vescovo
Si dirigono al mercato di Ambalavao dove prima o poi arriveranno, non importa quando, in fondo qui il tempo non ha grande importanza, in questa infinita, costante e ripetuta transumanza, cominciata quando il ragazzo ha quattordici anni e giunge l'ora di diventare uomo. Allora lascia il villaggio per le vastità dell'altipiano, dove cercherà di cominciate a formare il nucleo della sua mandria, catturando qualche zebù selvatico che si è perso nella solitudine infinita o meglio ancora tentando di rubarne qualcuno, a rischio della vita, in una sorta di pericoloso abigeato rituale, senza il quale non potrà presentarsi alla porta di qualche famiglia a chiedere una ragazza in sposa, avendo dimostrato con questa balentìa, e uso questo termine proprio in assimilazione di una cultura pastorale lontana ma che presenta qualche tratto di similitudine, le proprie capacità di uomo. Solo così potrà sottrarsi ad un ruolo di perenne subordinato, potendo aspirare forse un giorno a diventare capo di un villaggio, una autorità che si conquista con la ricchezza, segnalata dalla numerosità e dalla bellezza dei capi posseduti e dalla saggezza che viene con l'età dalla scuola della vita, l'unica accettata in questo mondo isolato.

Supermarket
Quando verrà la fine, tutto questo sarà apprezzato e pianto da tutti, in una grande cerimonia funebre in cui verrà usato, dissipato forse secondo un'altra mentalità, almeno un terzo della ricchezza accumulata. Un altro terzo verrà speso nella costruzione della tomba, il più possibile grande e fastosa, in muratura e solida pietra come si conviene ad una dimora eterna, al contrario della capanna di frasche che ha segnato la provvisorietà della vita, in cui avverrà la sepoltura definitiva, dopo almeno sette anni dal primo funerale provvisorio, cosa che permetterà al sepolto di diventare una divinità tutelare della famiglia in eterno. Il resto del patrimonio verrà distribuito equanimente a tutti i componenti del villaggio, in una sorta di ripartizione della ricchezza periodica che riporta una livella naturale per smussare differenze e disparità eccessive. Poi il villaggio viene bruciato e si va via, a cercare un diverso altrove, dove far ripartire una storia nuova, differente anche se sempre uguale. In questa piana senza fine, i punti di riferimento sono pochi ma devono bastare a scandire le transumanze sempre uguali, fatte di notti sotto le stelle, di polvere e di sete.

Ingresso dell'Ivalo
Qualche rilievo isolato soltanto per orizzontarsi, con nomi dettati dalla fantasia dei pastori passati di lì e non si sa come, diventati di uso comune per tutti, come il Cappello del Vescovo e la strada, retta perfetta, stella polare del cammino che non lascia sbagliare mai. Quando arrivi a Ranohira è quasi sera; case sparse al limitare di un territorio dove la piana è finita per lasciare spazio alla roccia che la natura ha provveduto a trasformare in una costruzione fantastica in cui perdersi. Qui arrivano turisti per vederela, apprezzarla, perdersi nei suoi meandri, quindi è nato questo corpo estraneo utile a servire a questa necessità nuova e sconosciuta. C'è addirittura una specie di supermercato semideserto dall'insegna ormai sbiadita, dove la mancanza di energia elettrica, problema endemico del paese, ti fa girare tra i corridoi in una specie di spettrale abbandono, prima di arrivare coi tuoi pacchetti di biscotti e una bottiglia di rum per festeggiare, alla cassa, dove il conto verrà fatto a mano su un pezzo di carta. Poi, finalmente puoi riposare tra le bouganvillee di un giardino a guardare a ponente dove il sole colora di viola le nuvole basse prima di sparire tra le rocce. Devi prepararti a domani. Il parco nazionale di Isalo ti aspetta coi suoi sentieri tra le rocce dove potrai cercare le risposte ai tuoi interrogativi.


SURVIVAL KIT

Il giardino del Ranch
Ranihira Isalo Ranch - All'ingresso del parco Isalo. 40 € in bungalow attrezzati secondo la consuetudine del paese. Bellissimo giardino con specie di piante endemiche dove sorseggiare un cocktail o una birra guardando il tramonto. Bella piscina, molto usufruibile, dopo le escursioni nel parco. Free wifi nel ristorante e negli spazi comuni. Cena di buona qualità con scelta tra almeno tre opzioni, come maiale in agrodolce, zebù ecc. sui 10 €. Personalegentilissimo. Possibilità di massaggio quando rientrerete distrutti dopo le visite al parco, 25.000 Ar. per 45 min.


Tramonto sull'Isalo

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1 commento:

Pierangelo ha detto...

Grazie per i tuoi racconti e alla tua capacità di narrare e descrivere.
Confermo che è sempre un piacere leggerti.
Ciao.

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