martedì 13 gennaio 2015

Per le strade di Kalaw

Shwe Oo Min Paya - Kalaw

Donna Shan al mercato di Kalaw
Kalaw è un piccolo paese di montagna, con gli alti e bassi delle sue stradine impervie che si arrampicano su per le colline circostanti. Al centro, proprio vicino alla Aung Chan Tha Paya, il mercato, una sfilza di bancarelle organizzate in un'area quadrata, dai corridoi bui e stretti come di consueto. Ogni cinque giorni, c'è il grande mercato che interessa a rotazione anche altre quattro città dei dintorni. Allora i banchetti si dilatano mostruosamente, occupando tutte le vie circostanti e la cittadina è in preda ad un fermento imponente. Gruppi di donne Shan, coi copricapi colorati arrivano dai villaggi più isolati a portare le loro cose ed i loro prodotti agricoli, magari accontentandosi di uno spazio a terra appena ricoperto da un telo di plastica su cui predisporre la mercanzia, estratta dalle pesanti gerle che portano sulla schiena, tenute su da una cinghia attorno al capo. Tutto il paese è in fermento ed è un continuo andirivieni di gente che vende e compra, carica e scarica di continuo carrette e altri mezzi di trasporto, prima di sbaraccare tutto e a sera ritornare da dove è venuto. Un bel po' di confusione molto fotogenica, in cui puoi passeggiare abbastanza ignorato se hai l'accortezza di non essere troppo invasivo. Poi, se hai voglia di camminare, prendi la strada principale che, partendo dalla moschea, poco frequentata per la verità, esce dal paese verso il Pine View Inn, costeggi il liceo in cui entrano frotte di ragazzi con le loro divise bianche e verdi e sali verso la collina a fianco del parco. 

La caverna della Shwe Oo Min Paya
Dopo una buona mezz'ora in fondo ad una valle stretta, vedrai svettare un gruppo di stupa dorati di diverse fogge che fa bella mostra di sé proprio a fianco ad un insediamento di militari. E' la parte esterna della Shwe Oo Min Paya, attraversata la quale si arriva ad una piccola apertura nella roccia retrostante che si apre a fianco alle costruzioni del tempio. E' l'ingresso di una caverna molto articolata che si insinua nelle viscere della montagna per stretti e bassi corridoi tutti circondati di statue del Buddha nelle più diverse posizioni. Dato che in generale i fedeli non sono molti, ti troverai solo con la sensazione di perderti nel labirinto delle gallerie illuminate solo dalle luci votive delle statue, cercando di arrivare fino ai punti in cui il percorso si esaurisce in minuscole salette o in veri e propri buchi dove infilarsi quasi carponi, tentando di far passare a fatica la pancia negli stretti passaggi, sotto l'occhio severo delle statue meditanti, cercando infine con una certa apprensione l'uscita, incerto se girare a destra o a sinistra in mancanza di un filo di Arianna misericordioso. L'ambiente è umidissimo ed il pavimento ricoperto di piastrelle scivolosissime e di mezzi gradini, vere trappole predisposte per il turista frettoloso e disattento. Certo il luogo è assai particolare e soprattutto la multiformità iconografica che sfila ai tuoi fianchi meraviglia e stupisce. 

A guardare la partita
Ognuna è fatta oggetto di devozioni particolari, in basso la scritta di chi ha offerto il pezzo e qui vedi scorrere i decenni quando non i secoli; ognuna è rivestita per l'occasione con appositi mantelli dal colore appropriato affinché la statua si senta protetta e non debba subire il freddo o l'umidità; offerte di frutta e incensi ovunque non mancano di lasciare nell'aria quel senso di santuario vissuto, unito a quello dolciastro della marcescenza e all'umidore diffuso dei luoghi in cui l'umanità si addensa. Quando esci a rivede le stelle, ti servirà un'altra oretta per risalire la collina fino all'Hnee Paya che ospita una bellissima statua di Buddha in bambù completamente laccato in oro di oltre mezzo millennio. Il monastero che la ospita è popolato di monaci gentili che appaiono ben felici delle visite, che alla fine generano sempre qualche offerta. E' quasi sera, la strada del ritorno assai lunga, per fortuna di tanto in tanto vedrai passare qualche baracchino con delle panche sul cassone, ma chiedi sempre il prezzo prima di salire, che l'ingordigia è assai grande quando compaiono le vacche da mungere. Arrivi in paese che il sole è proprio dietro alla Thein Taung Paya, il monastero la cui pagoda dalla punta dorata illuminata guiderà il tuo sguardo quando la luce verrà meno. 

Giovani monaci
Il tempio è popolato da un sacco di monaci giovani, che proprio a quest'ora, finite le incombenze religiose, questua, preghiera, studio e refezione, hanno un'oretta prima che cali il buio e venga il momento del riposo notturno. Eccoli là, nel cortile, tra gli stupa appena imbiancati o ricoperti d'oro, dove hanno appoggiato le tonache rosse ed in mutande e canottiera in tinta uguale (questo per rispondere a quanti si chiedono cosa portano i monaci sotto la tonaca) e divisi in due squadre, corrono dietro ad un pallone. Gli amici seduti sul muracciolo dello stupa più grande, fanno il tifo parteggiando per gli uni o per gli altri, I ragazzi corrono e si gridano scambievoli incitamenti, i residui di mantelli rossi svolazzano nell'aria quasi ferma, mentre dietro, gli ultimi raggi del sole li fanno risplendere come cortine dorate o specchi di favole orientali e quando la palla scivola tra i due paletti di legno provvisori che delimitano la porta, un grido si leva dai vincitori, che si abbracciano come tutti i ragazzi del mondo, forse perché ancora troppo lontani dall'illuminazione e preda di quella emozione che noi chiamiamo gioia. Due vecchi monaci escono dal tempio trasportando oggetti sacri e buttano un'occhiata benevola verso il campetto improvvisato, forse ricordano con un minimo di rimpianto di essere stati ragazzi in un tempo lontano. Poi il sole scende definitivamente carezzando le tonache per renderle ancora più rosse.

La partita di pallone

SURVIVAL KIT

Kalaw Market - In pieno centro, consueto mercato orientale dove si trova tutto, inclusa qualche bancarella con la solita paccottiglia per turisti all'ingresso e nei punti centrali più frequentati. Ogni cinque giorni il grande mercato dei villaggi, in cui ci si allarga praticamente con banchetti per tutto il centro. I giorni di mercato (inclusi quelli a rotazione dei villaggi vicini) sono sicuramente indicati nelle informazioni del vostro albergo.

Monaci del Hsu Taung Phye
Shwe Oo Min Paya - Bel complesso di stupa e caverna sacra. A circa mezz'ora dal centro del mercato per la Min Street. Superata la sbarra dell'insediamento militare, vedrete il tempio in fondo alla vostra sinistra, prima del golf club, attenzione che le palline arrivano dall'alto attraversando la strada e qualcuno se le è già prese in testa. Ingresso gratuito. Occhio che si scivola a piedi nudi. Partendo di lì un'altra mezz'oretta per arrivare alla Hnee paya con l'antico Buddha di bambù. La strada non è indicata e non facile da trovare tra i diversi sentieri. Chiedete indicazioni ai passanti o fatevi portare (molto più facile e meno faticoso). 

Hsu Taung Phye Paya - Monastero quasi al centro della città, dove poter osservare la vita quotidiana dei monaci.
Nella caverna sacra

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3 commenti:

Enzo Chiara ha detto...

La Birmania fa parte di quei luoghi che stiamo valutando per il viaggio di quest'anno. Non so se ci andremo, vorremmo capirci un pò di più, quindi continuiamo a leggerti! Ciao!
dueingiro.blogspot.it

Gianni Desana ha detto...

Ottimo, come sempre.

Enrico Bo ha detto...

@Enzo - Grazie, seguo anche i vostri viaggi e devo dire che le Svalbard sono uno dei miei sogni nel cassetto! Per quanto riguarda la Birmania, sottolineo che è un gran bel viaggio in particolare se sarà il vostro primo contatto con il sudest asiatico. E' molto facile da viaggiare e adesso si può andare dappertutto senza più restrizioni, quindi sono aperte anche zone particolarmente interessanti come lo stato Mon e Chin, oltre che a zone di mare molto belle. La parte negativa è che in questo momento è sovraccarico di turisti cosa che lo ha reso forse il paese più caro dell'area. Non trascurate Laos Vietnam e Cambogia, piuttosto. A disposizione se servono dritte.

@Gian - Grazie caro detto da un vecchio baletiano è sempre una gran soddisfazione!

Where I've been - Purtroppo ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 98 su 250!