venerdì 11 aprile 2014

Il profumo dei fiori di Hué



Pagoda di Thien Mu


Hué - L'imbarcadero
Hué è forse la città dall'apparenza più aristocratica del Vietnam. La storia non si può cancellare e qui senti il peso degli imperatori che sono passati, delle dinastie che l'hanno fatta capitale per secoli, riempiendola di palazzi e templi. Tutte cose che non ci sono ormai più, che i bombardamenti a tappeto e le guerre hanno spazzato via, costruzioni di cui rimangono solo tracce smozzicate certo, la cui presenza psicologica non si è persa ma vaga nell'aria, come se questa ne avesse memoria. Il fiume dei Profumi che l'attraversa, accentua ancora di più questa sensazione. Niente a che vedere con la concitazione affannosa che anima le acque del Mekong, niente dimensioni fuori misura per adeguarsi quasi ai tempi nuovi ed alle loro opportunità, ma calma placida, acqua percorsa da una corrente leggera e quasi inavvertibile, dove le barche dalla prua a testa di drago giallo, scivolano leggere senza quasi sollevare onda. Forse le rive non sono più coperte di giardini fioriti come nei secoli passati, ma tutto ti lascia intendere che questa doveva essere una città di splendida bellezza. Le bombe hanno fatto appassire i fiori e nell'aria, dei loro profumi è rimasto così solo il ricordo. Devi attraversarlo il fiume per provare queste sensazioni, arrivando fino alla pagoda di Thien Mu. La sua posizione che domina dall'alto di una collinetta un'ansa boscosa, è davvero perfetta. Gli ampi spazi che la circondano, i cortili solitari, le statue consumate dal monsone rimangono lì testimoni del tempo. Anche se frotte di turisti affluiscono e invadono gli spazi, si ammassano per le foto di rito sulla scalinata alla base dei sette piani della torre ottogonale, ti puoi ritirare in qualche punto solitario sulla balconata che domina il fiume dall'alto, rimanere lì un poco ad assorbire l'impronta lasciata nel tempo da chi questa terra ha vissuto, che qui è venuto ad onorare i suoi dei oppure, in tempi diversi, a farne punto di riferimento per manifestare il suo dissenso nella lotta tra le due ideologie. 

Il lago della Luna nuova - Tomba di Minh Mang
Ombre di palanchini che nascondevano fanciulle bardate di vesti di broccato o gruppi di studenti coi pigiami neri che brandivano cartelli di lotta, i passati si confondono tra di loro, mentre il profumo dei fiori dei frangipane attutiscono tutto e li rendono uguali. La grande campana i cui rintocchi si sentivano fino in città forse non suona più, ma quando passi vicino alla torre che la contiene, ne senti le vibrazioni leggere che quasi smuovono l'aria, ancora forse quelle dell'ultima volta che ha suonato. Qui sei già fuori dai rumori della città che vive lontana sullo sfondo. Le strade si inoltrano tra campi e risaie punteggiati di cappelli a cono gialli e di bufali grigi e pelosi. E' un paesaggio delicato e poetico dove il tempo è immobile. Perdute tra rilievi e collinette, le tombe degli imperatori rimangono isolate e nascoste dai piccoli muriccioli che le circondano, quasi negandosi alla vista. Quando ne superi le porte, rimani sorpreso dalla loro misura e vastità. Gli stessi imperatori le hanno progettate per viverci ancora per anni all'interno prima di farne la dimora per il loro riposo eterno. Un isolamento cercato con puntigliosa e vietnamita determinazione. Palazzi, cortili, statue, laghetti artificiali, disegnati con cura tra alberi secolari, punteggiati di piccoli gazebi, dove sostare, forse dove leggere o comporre poesie in un silenzio pesante, in una solitudine già presaga e complice dello scopo effettivo per cui il luogo era stato preparato. Il mausoleo di Tu Duc è sfarzoso e imponente, anche se cupo a riflettere le paure di questo sovrano triste, rimasto senza figli pur essendosi circondato da cento e più mogli, che faceva perquisire prima di consentire loro di accedere al suo talamo. Quello di Minh Mang, armonicamente fuso col paesaggio circostante, con la sua serie di terrazze e il bellissimo lago attraversato da ponticelli di pietra. 

Restauri nella cittadella
La Cittadella
E' fatica tornare a Hué lasciando questi luoghi e perdersi negli spazi infiniti della cittadella. Cammini sotto i bastioni imponenti lunghi quasi dieci chilometri dopo aver sorpassato il largo fossato e ti perdi nei cento cortili della Città Purpurea. L'area è talmente vasta che non senti mai la pressione degli altri visitatori, puoi camminare libero tra i porticati, lungo i muri, nelle sale dei vari palazzi ed ambienti, sentendoti sempre quasi solo, con la libertà di fermarti a guardare un piccolo fregio, una ceramica colorata in cui riconosci una sbrecciatura lasciata dalle bombe o forse semplicemente dall'ingiuria del tempo. Ogni tanto dietro un telo di plastica, ecco due o tre uomini che restaurano un pezzo di portico, un tetto, una colonna, stendendo lì una mano di lacca rossa, lassù ricoprendo di un velo d'oro una trave di un soffitto di legno che vedi ancora sfondato al margine. Qui la devastazione della guerra è stata importante, ma sono talmente numerose le costruzioni, i monumenti, le statue che qualche cosa è riuscito a sfuggire alle esplosioni, intatto completamente o anche solo in parte, così da servire come modello per ricostruire, far tornare in vita un passato che merita davvero di essere visto e sentito. Quando la giornata finisce hai le gambe doloranti, non te ne eri accoro mentre giravi per cortili e giardini, adesso diventano ad ogni passo più pesanti, ma il  mercatino della notte sulla riva del fiume, è attrazione irresistibile. Tutte quelle fioche luci su panni stesi a terra alla meglio per esporre cose, formano quasi un sentiero obbligato. Certo sono jeans, magliette, giocattoli e paccottiglia, ma la brezza che viene dal fiume li confonde, le ombre della notte ne mescolano i margini come fiori nei giardini delle fate. Come doveva essere bella Hué!

Hué - Il ponte Trang Tien

SURVIVAL KIT

Hotel Asia 17 Pham Ngu Lao St. - Hue City - Thua Thien Hue .   Sicuramente il migliore hotel che ho avuto in Vietnam e a soli 33$ per una camera spaziosa, nuova, moderna, con Wifi free, colazione eccellente. In pieno centro vicino al fiume e all'imbarcadero per i giri in barca. Molto comodo. Consigliatissimo. 

Cittadella e Città imperiale - (55.000 dong) Appena dall'altra parte del fiume. Vastissima, calcolate quasi un pomeriggio

Tombe reali - (ingr . 55.000 dong cad.) - Visitatene almeno un paio. meglio prendere un giro organizzato oppure anche in bicicletta ma non è facile trovare la strada per le diverse tombe (ce ne sono almeno 6 visitabili). In questo caso si può dedicare un'intera giornata al giro facendo una scampagnata vera e propria.

Pagoda Thien Mu - (free) - Arrivarci facendo il giro in barca sul fiume dal centro città.

Mercato notturno - Sulla riva del fiume in pieno centro davanti all'imbarcadero.

Mercato Dong Ba - Di fronte al centro dall'altra parte del fiume sulla destra appena attraversato il ponte Trang Tien . Classico e coloratissimo mercato di frutta, verdure, carni, pesce e merci locali.




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3 commenti:

Ciccola ha detto...

Dico sempre che mi voglio dedicare alla visita dell'Italia ma quando leggo leggo diari di viaggio così è difficile non cambiare idea.
Mi sa che prossima meta: Vietnam.
(Evviva la coerenza!)

Laura ha detto...

Più che la torre con la campana mi ha colpita l'automobile che porto' fino a Saigon il primo monaco che si brucio' in piazza iniziando un nuovo modo di protesta. La pace di questo luogo meraviglioso non gli aveva impedito di farsi parte della storia.

Enrico Bo ha detto...

@Cic - Io direi prima Laos e Cambogia

@Laura - Non c'è dubbio

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 102 (a seconda dei calcoli) su 250!