venerdì 24 marzo 2017

Taste of Madagascar 8



Son stesi i panni
finito è il funerale
non è una festa


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giovedì 23 marzo 2017

Taste of Madagascar 7



Chi sta arrivando
è l'ora di dormire
occhi rotondi

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mercoledì 22 marzo 2017

Taste of Madagascar 6



Mangiare bacche
penzolando su un ramo
che vita intensa




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martedì 21 marzo 2017

Taste of Madagascar 5



Grandi ali nere
è l'ora della caccia
il sole scende


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lunedì 20 marzo 2017

Taste of Madagascar 4




Sopra la foglia
canta la rana rossa
cerchi nell'acqua



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domenica 19 marzo 2017

Taste of Madagascar 3




 Cambiar colore
nella foresta calda
paura o inganno




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sabato 18 marzo 2017

Taste of Madagascar 2

Risaie ad Andasibe


Riso oro verde
sopra la terra rossa
già cresce piano


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giovedì 16 marzo 2017

TARI da pagari, magari



L'altro giorno vi ho raccontato del mio tentativo di fare la patente internazionale e di come mi è apparso chiaro di come lo stato sia nemico del cittadino. Vedi qui. Ma quello che sta accadendo ad Alessandria è davvero interessante. Ve lo racconto. In questi giorni agli infelici abitanti della città delle nebbie, stanno arrivando migliaia di raccomandate di accertamenti per mancati pagamenti della Tari degli anni scorsi con relative ammende. All'ufficio apposito, assediato da richiedenti disperati che vogliono informazioni, un drappello di poveri impiegati dagli occhi spauriti e davvero in difficoltà morale e materiale, cerca di giustificare con un palese imbarazzo, l'ingiustificabile. Ufficiosamente, perché queste cose mica si possono dire in modo chiaro, sembra che a causa di un bug del software o per chissà quali altre cause, un numero imprecisato di pagamenti degli anni scorsi della Tari (tassa rifiuti) non sia stato registrato e quindi in automatico se ne richiede il pagamento all'utente sempre che lui non possa dimostrare di essere in regola con regolare ricevuta. 

Purtroppo io e chissà quanti altri, non riesco a trovare la ricevuta di quel pagamento di quattro anni fa e mi toccherà cacciar fuori un bel 450 Eurini, ammenda inclusa e la cosa mi fa girare parecchio i cabbasisi come direbbe Montalbano. Ora dal punto di vista formale l'Amministrazione ha tutte le ragioni; le ricevute devono essere conservate per dieci anni e loro possono andare a richiederti pagamenti fino a cinque anni addietro, ma quando la cosa è palesemente frutto di un errore, riguardando un numero di persone molto grande, delle quali la stragrande maggioranza, per soli motivi statistici, ha già certamente pagato, mi sembra una cosa criticabile, Lo stato è dunque davvero nemico del cittadino e fa di tutto per suicidarsi spingendo il popppolo verso i populismi? Che ne pensate?

Oh basta là, quasi quasi scappo all'estero!

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mercoledì 15 marzo 2017

Odore di Oriente

Mar cinese meridionale -  febbraio 2014


L'oriente profuma. Ha odore forte spezia, di vegetazione che sta marcendo, di caldo umido che stordisce e fiacca la mente. E' quel sentore dolciastro dell'immondizia che fermenta, degli scoli delle fogne che si mescola a quello delle orchidee ed ai tanti fiori senza nome che affollano gli spazi. Fiori grassi, dai petali colorati a tinte così violente da turbare l'occhio abituato alle nebbie pallide e diafane del nord. Per qualcuno è solo puzza, per altri è un'aroma irresistibile che chiama, inebria, stordisce, come quello di certi formaggi, vomitevole per alcuni, da svenimento per altri. In ogni caso non  tale da suscitare indifferenza. 

Odore di foresta umida, dai suoni lievi, che sembra quasi senza vita. Ma se sai ascoltare ne avverti subito il battito leggero, come quello di un cuore delicato e profondo, dai sentimenti nascosti, carichi di mistero, senza grida acute, ma fatto di onde basse che accarezzano il tuo sentire, mentre cammini su un tappeto ovattato di materia morta che ritorna alla terra. Come passare a piedi nudi su un tappeto di carne viva e fremente. Sabbia calda e pesante che profuma di sale, di conchiglie sfatte, di alga putrida, di confine tra la vita e la morte scandito dal tintinnare di campanelle esposte al refolo dei venti all'angolo di un tetto spiovente.

Chiama come una sirena maligna, per attirarti nelle sue secche da cui non riesci a districarti, fino a che non rimani impigliato per sempre in quella pania untuosa ed avvolgente. Profumo denso, spesso, che si accompagna a suoni sottili e scanditi, ottusi dalla calura e dall'umidità, coperti di una muffa nerastra che ricopre il fondo del quadro, come una resina aggrappante che consente di dipingerci sopra a pennellate larghe e sfumate, mentre l'acqua scende dal cielo tra nuvoloni altrettanto neri che aspettano la sera per insanguinarsi completamente e il vento dell'est si spegne a poco a poco prima che anche il mare diventi nero. Come si fa a resistere.


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martedì 14 marzo 2017

Cerca che ti cerca


foto dal sito del Dragon Inn Hotel - Semporna


Accidenti che fatica!!! Per prenotare qualche alberghetto e una macchina oltre ai voli, sono ore ed ore di lavoro indefesso. Giustamente quei poveracci delle agenzie devono farsi pagare. Se poi ti perdi nei confronti tra le recensioni di Tripadvisor o di Booking, perdi anche la strada per andare a casa, tra topi in camera, odori di muffa e cimici&pidocchi, è davvero un ginepraio da cui non sai come cavarti fuori. Girare per stamberghe virtuali è sempre una attività stressante. Se leggi i commenti sul Dragon Inn ti si accappona la pelle, comunque vi saprò dire, però l'immagine è deliziosa, dai clikka lì, vada come vada. Alla fine si decide sull'onda del momento o della foto più accattivante. Capito gestori, le foto sono importanti!!!!! Però c'è poco da fare questa è una delle attività che, se pur faticose, ti fanno pregustare il viaggio. Speriamo di aver messo tutte le date giuste, poi si vedrà.


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Where I've been - Purtroppo ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 98 su 250!